A Biella c’è un’università che non chiede titoli di studio, frequenza né tesi. È aperta giorno e notte, le lezioni si tengono nei commenti e il corso più frequentato è Tuttologia applicata. Per laurearsi basta scrivere la parola chiave sui social: "Io l’avevo detto".
Il piano di studi è vastissimo. Viabilità al mattino, sanità durante la pausa pranzo, politica nel pomeriggio, economia e geopolitica prima di andare a dormire. Il giorno dopo si parte da scienze, si prosegue con geografia, passando per anatomia e sociologia, fisica e lingue tribali... Non servono esami: è sufficiente possedere una tastiera, una connessione e una certezza incrollabile.
Nel Biellese il tirocinio è quotidiano. Un cantiere sul ponte del torrente Cervo, una deviazione, una decisione comunale, un disservizio sanitario o una manifestazione contestata bastano ad aprire un consiglio tecnico permanente. Nel giro di pochi commenti si ridisegnano strade, si correggono diagnosi, si riscrivono bilanci e si riorganizzano eventi. Senza sopralluoghi, documenti o responsabilità, ogni problema è improvvisamente elementare.
"Bastava..."
Bastava pensarci prima o scegliere diversamente, bastava fare così e chiedere a quello là.
Bastava non fare niente.
Il web ha dato a tutti un microfono che troppo spesso "gracchia". Il diritto di intervenire è uguale per tutti e, democraticamente, gli algoritmi avvalorano i più... non i più adeguati. L’intelligenza artificiale ha aggiunto un ulteriore vantaggio: oggi anche un’intuizione fragile può presentarsi in giacca e cravatta, con periodi corretti e tono persuasivo. Ma una frase ben scritta non rende vera un’affermazione, così come un commento molto sicuro non diventa un progetto esecutivo (fortunatamente).
La tuttologia è lo sport più amato dai biellesi e meno domande ci si pone, più alto è il voto finale. Le iscrizioni, naturalmente, sono sempre aperte.

























