Nel 2021 Simonetta Lanza Ponzone ha raccolto i propri ricordi nel volume “Da Fobello al 504. Viaggi-ricordi-avventure intorno al mondo”. Nato per una circolazione ristretta all’ambito familiare, il libro è stato successivamente reso disponibile dall’autrice anche in formato digitale. Le sue pagine consentono così di conoscere e approfondire la figura del padre, l’ambasciatore Michele Lanza, scomparso nel 1973.
Ricordo che, da ragazzo, nella seconda metà degli anni Sessanta, durante l’estate vedevo nella casa di famiglia a Fobello alcuni collaboratori del diplomatico nei loro abiti tradizionali indiani. In quegli anni Michele Lanza era ambasciatore d’Italia a Nuova Delhi.
La carriera diplomatica, iniziata nel 1930 e conclusa nel 1972, lo portò a Mosca, Londra, Tunisi, Berlino, Ankara e Atene e, in qualità di ambasciatore, a Baghdad, Rabat, Nuova Delhi e Copenaghen. Parallelamente all’attività istituzionale pubblicò diversi libri, firmati con il proprio nome o con vari pseudonimi, nell’arco di oltre mezzo secolo, dal 1920 al 1972.
Di particolare interesse storico è il periodo trascorso a Berlino, dove arrivò nel 1939 come secondo segretario dell’Ambasciata italiana, quando la guerra in Europa era già cominciata. Da quell’esperienza nacque “Berlino, Ambasciata d’Italia, 1939-1943”, pubblicato nel 1946 con lo pseudonimo di Leonardo Simoni. Ho rintracciato una copia dell’edizione uscita a Roma per Migliaresi.
Nelle pagine del volume, costruito come un diario, Michele Lanza ricostruisce i rapporti tra Germania e Italia durante gli anni dell’alleanza. Racconta gli incontri con le personalità che gravitavano intorno all’Ambasciata, riportandone comportamenti, reazioni e stati d’animo, fino al progressivo deterioramento delle relazioni tra i due Paesi nel 1943.
Durante il soggiorno berlinese, con lo pseudonimo di Mario da Baranca – nome ispirato all’omonimo alpeggio di Fobello – aveva inoltre curato “Germania e Russia, 1921-1941. Venti anni di storia diplomatica”, pubblicato a Milano nel 1942 dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.
Dopo l’8 settembre 1943 Lanza rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Arrestato dai nazisti e consegnato alle autorità fasciste della RSI, riuscì a raggiungere la Valsesia, dove entrò nel movimento partigiano. La sua esperienza internazionale risultò preziosa: gli furono affidati i collegamenti tra le Brigate Garibaldi e gli agenti britannici e americani in Svizzera.
Rientrato a Roma nel luglio 1945, partecipò alla preparazione dei lavori della Conferenza di pace di Parigi, svoltasi l’anno successivo, alla quale prese parte come segretario della delegazione italiana.
Queste brevi note, necessariamente non esaustive, a oltre cinquant’anni dalla sua morte possono offrire lo spunto per presentare i ricordi di Simonetta Lanza Ponzone e riportare l’attenzione sulla figura del padre, oggi poco conosciuta o dimenticata. Sarebbe anche l’occasione per rileggere, a distanza di molti anni, “Berlino, Ambasciata d’Italia, 1939-1943”.
























