Il tema dell'energia è stato al centro dell'Assemblea Generale 2026 di Unione Industriale Biellese , che si è svolta oggi, lunedì 6 luglio, nella consueta sede di Città Studi. Il presidente Uib, Paolo Barberis Canonico, ha delineato una visione di sviluppo fondata sul ruolo centrale dell’industria, individuando fra le priorità da affrontare, oltre alla questione dell'energia, i temi strategici della demografia e dell'attrattività del territorio, della burocrazia da semplificare e dei progetti necessari a rafforzare il Biellese.
Con il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il vice presidente di Confindustria per l'Energia, Aurelio Regina, intervistati dalla giornalista Catia Barone, la questione energetica è stata approfondita delineando la situazione attuale, gli scenari geopolitici internazionali e le ricadute sulle imprese, oltre al ruolo decisivo della politica.
Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: "Al centro del nostro progetto ci sono le imprese"
"Il nostro obiettivo comune è quello di costruire un sistema energetico più sicuro, sostenibile e competitivo. Al centro del nostro progetto ci sono le imprese. La spina dorsale del nostro sistema economico, anche nel territorio del biellese che è composto da giovani realtà appena avviate, piccole imprese che hanno saputo adeguarsi con grande flessibilità a un mercato in continua e rapida evoluzione, realtà ad alta digitalizzazione, organizzazioni consolidate che hanno raggiunto dimensioni globali - ha dichiarato il Ministro Pichetto -. Le imprese, anche in risposta alle forti oscillazioni sui mercati internazionali, hanno saputo integrare le tecnologie pulite per le forniture energetiche. Abbiamo spinto le rinnovabili come nessuno altro Governo.
L’attuale azione di Governo è stata caratterizzata dal numero più elevato di potenza installata di rinnovabili mai registrata con un incremento di 14,6GW negli ultimi due anni.
Chi oggi ha la responsabilità di occuparsi di energia deve avere in mente un obiettivo chiaro e definito: garantire una transizione che sia in grado di fornire, nei prossimi anni, energia stabile, prodotta in modo sostenibile e a prezzi che non siano soggetti a volatilità estrema.
Serve un mix energetico equilibrato, come hanno fatto altri Paesi Ue. E’ una questione da cui dipende la prosperità dei prossimi decenni. Ne abbiamo bisogno per alimentare il nostro sistema produttivo, altrimenti rinunciamo allo sviluppo del Paese.
Con la legge delega, in approvazione entro la pausa estiva, abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile, quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili, all’inizio del prossimo decennio".
Aurelio Regina, vice presidente Confindustria per l'Energia: "L’Europa deve dotarsi di una vera politica industriale dell’energia"
“Servono misure urgenti in Italia e in Europa. Nel breve termine è necessario rendere gli approvvigionamenti più sicuri, ridurre il differenziale di prezzo sul gas italiano, potenziare il GNL , gli stoccaggi, favorire contratti a lungo termine e valorizzare la produzione nazionale. Nel medio periodo, invece, il salto di competitività passa dal disaccoppiamento e dal nucleare di nuova generazione”, ha affermato Aurelio Regina, Vicepresidente di Confindustria per l’Energia. “L’Europa deve dotarsi di una vera politica industriale dell’energia; non bastano solo obiettivi climatici ambiziosi. Le imprese chiedono di competere ad armi pari, con prezzi dell'energia comparabili, condizioni non penalizzanti, tempi autorizzativi certi e strumenti comuni di investimento.
Sul fronte ETS è in corso una revisione che speriamo porti a rivedere la Market Stability Reserve, contenere la volatilità e le fiammate speculative, introdurre un limite al prezzo (passato da 6 a 80 euro a tonnellata), rendere i benchmark più realistici e, infine, destinare concretamente i proventi alla decarbonizzazione industriale.
Per le imprese – ha concluso Regina – non basta un prezzo occasionalmente più basso: serve un’energia prevedibile, stabile e comparabile con quella dei concorrenti. Solo così si potrà investire, produrre e restare in Italia”.
Energia: il nodo cruciale della competitività
La questione energetica emerge come una delle principali emergenze per il sistema produttivo italiano. Nel suo intervento, il presidente Uib ha ricordato che il fabbisogno energetico nazionale è destinato a raddoppiare nei prossimi 25 anni e che le imprese italiane continuano a sostenere costi superiori rispetto ai principali competitor europei. Secondo Barberis Canonico, il prezzo dell’energia rappresenta ormai una minaccia concreta alla competitività e in alcuni casi alla stessa sopravvivenza delle aziende. Da qui la richiesta di una politica energetica strutturale, capace di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e di includere il nucleare tra gli strumenti necessari per garantire sicurezza, autonomia e prezzi sostenibili.
Fiducia, il primo fattore che rende possibile lo sviluppo
La fiducia è il legame che sostiene il sistema economico e sociale, rafforza le comunità, favorisce il lavoro e garantisce stabilità alle imprese. E' stato richiamato più volte dal presidente Uib come elemento necessario per una visione propositiva del futuro, per lo sviluppo delle imprese e, più in generale, per la crescita di un territorio e della Nazione. La fiducia, ha sottolineato Barberis Canonico, si costruisce attraverso la responsabilità condivisa di istituzioni, imprese e parti sociali, chiamate a trasformare le intenzioni in azioni concrete. La fiducia deve essere reciproca: le imprese devono confidare nello Stato e lo Stato nelle imprese, con controlli efficaci ma orientati alla crescita. Accanto alla fiducia serve il coraggio di decidere, innovare e cambiare.
Demografia: senza giovani non c’è crescita
Un tema centrale e trasversale dell'intervento del presidente Uib è stato quello della crisi demografica, considerata non soltanto una questione sociale ma soprattutto economica. Barberis Canonico ha richiamato il rischio di una progressiva riduzione della forza lavoro, con oltre tre milioni di lavoratori in meno entro il 2040. Un fenomeno che si riflette direttamente sulle imprese, sempre più spesso in difficoltà nel reperire personale qualificato. Per il Biellese il problema risulta ancora più evidente a causa del calo significativo della popolazione e della trasformazione del sistema produttivo verso una manifattura evoluta, caratterizzata da una crescente domanda di competenze tecnologiche e digitali.
La risposta proposta passa attraverso una maggiore attrattività delle imprese e del territorio. Servono aziende capaci di offrire opportunità di crescita professionale e un ecosistema territoriale fondato su formazione, servizi, cultura e qualità della vita. In questo quadro rientrano il rafforzamento delle Academy di filiera, dell'ITS, di Città Studi e il progetto di uno studentato-campus destinato ad accogliere nuovi studenti sul territorio.
Burocrazia: il principale freno allo sviluppo
Il presidente dell’UIB ha quindi individuato nella burocrazia uno dei maggiori ostacoli alla crescita economica. L’eccessiva complessità normativa, la sovrapposizione di regole e la lentezza dei procedimenti amministrativi generano incertezza e scoraggiano gli investimenti.
Secondo Barberis Canonico, il problema non risiede nell’esistenza delle regole, ma nella loro applicazione farraginosa attraverso procedure spesso frammentate, ridondanti e poco efficienti. Un sistema che rallenta i progetti, penalizza le imprese e riduce l’attrattività del Paese nei confronti degli investitori internazionali. La semplificazione burocratica viene indicata come una leva strategica indispensabile per favorire sviluppo, innovazione e nuovi insediamenti produttivi.
I progetti strategici per il territorio
Infine, il presidente Ub ha rivolto un appello alla continuità degli investimenti e alla realizzazione dei progetti importanti per il futuro del Biellese. Tra le iniziative citate figurano la valorizzazione del Santuario di Oropa, il nuovo Istituto di Formazione del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria, l’Academy regionale del tessile e dei green jobs, il rilancio del polo culturale cittadino con il Museo del Tessile e il progetto del Recycling Hub, destinato a diventare un centro avanzato per il riciclo dei prodotti tessili e delle materie prime seconde.
Accanto a questi interventi, Barberis Canonico ha ribadito la necessità di puntare sulle infrastrutture come la Pedemontana, senza dimenticare opere decisive che attendono la realilzzazione, a partire dai collegamenti ferroviari diretti con Milano e Torino, considerati fattori indispensabili per migliorare accessibilità, competitività e capacità di attrazione del territorio.
Barberis Canonico ha concluso il suo intervento con un invito alla collaborazione tra imprese, istituzioni, sistema bancario e soggetti territoriali: solo attraverso una visione condivisa e investimenti concreti sarà possibile costruire un futuro di crescita per il Biellese, affrontando con determinazione le sfide energetiche, demografiche e burocratiche che oggi ne condizionano lo sviluppo.
Il supporto del territorio
L’evento è realizzato grazie a Banca Sella, ormai consolidato main sponsor dell’Assemblea dell’Unione Industriale Biellese, in virtù di un più ampio accordo di collaborazione, assieme al main sponsor Soardo e Associati e con la sponsorship di Gruppo Centro Paghe, In Più – Fondo di Assistenza e Welfarebit, in collaborazione con diversi partner del territorio: Birra Menabrea, Botalla Formaggi, BTREES, Canterino Floral Designer, Città Studi Biella, De Mori, Famiglia Ramella, FiberCop, Lauretana, NaturalBoom, NumberOne, Robinson, Si.Se.Co.

































