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Cronaca dal Nord Ovest | 07 dicembre 2021, 09:40

Ubriaco e violento: insulta la moglie, minaccia il suicidio e aggredisce un Carabiniere

Livorno Ferraris: in manette un 60enne. L'Arma ricorda che ci sono strumenti di prevenzione per evitare atti violenti: l'importante è che le vittime segnalino subito quanto accade.

carabinieri minaccia moglie

Ubriaco e violento: insulta la moglie, minaccia il suicidio e aggredisce un Carabiniere

Temendo che il marito, in procinto di tornare a casa ubriaco, potesse lasciarsi andare alla rabbia e all'aggressività, in piena notte ha chiesto l'intervento dei Carabinieri. E ha fatto bene perché l'uomo, effettivamente in preda ai fumi dell'alcol e molto alterato, non aveva assolutamente il controllo delle proprie azioni. Tanto da lasciarsi andare a scomposte minacce di suicidio per poi aggredire i carabinieri intervenuti per fermalo.

Notte movimentata a Livorno Ferraris: verso le 4 di lunedì, una donna ha telefonato alla centrale operativa raccontando di temere l'imminente ritorno a casa del marito, ubriaco e aggressivo, che l'aveva da poco chiamata al telefono apostrofandola con toni arrabbiati. Sul posto è stata inviata una pattuglia della stazione di Livorno Ferraris che ha trovato la donna alquanto spaventata e, nelle vie attorno all’abitazione, anche l’uomo, un 60 enne di origine siciliana, che appariva palesemente in stato di ebbrezza e che barcollava sulle gambe.

I Carabinieri lo hanno accompagnato a casa per evitare che potesse essere investito da qualche automezzo in transito. Appena entrato in casa, tuttavia, l’uomo si è arrabbiato contro la moglie apostrofandola con frasi offensive e minacciose. Nonostante l’intervento dei Carabinieri che hanno cercato di calmarlo, lo stesso ha continuato con il suo atteggiamento, per poi aprire la finestra asserendo di volersi gettare nel vuoto. L’esagitato è stato bloccato da un militare che a fatica è riuscito a contenerlo: l'uomo, opponendo una strenua resistenza l'ha colpito a gomitate, allo scopo di liberarsi dalla presa e solo grazie all’intervento di un’altra pattuglia della stazione di Crescentino sono riusciti a bloccarlo e dichiararlo in stato di arresto con le accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Un militare è stato costretto a ricorrere alle cure mediche riportando lesioni alla mano guaribili in 7 giorni.

Nella mattinata di lunedì il 60enne è comparso davanti al Tribunale di Vercelli: l'arresto è stato convalidato l’arresto con processo fissato per il 22 gennaio prossimo. L'episodio riporta alla luce il dilagante fenomeno dei maltrattamenti e delle violenze in famiglia che le forze dell'ordine cercano, come in questo caso, di prevenire. A tal proposito va ricordato come già l’articolo 8 del D.lgs n.38/09, poi convertito, aveva introdotto la possibilità da parte dell’autorità di pubblica sicurezza provinciale, di ammonire il soggetto autore della condotta, attraverso un’intimazione formale a tenere un comportamento conforme alla legge. Per meglio contrastare gli episodi di percosse o di lesioni, maturati in ambito familiare e di relazioni affettive, il legislatore ha esteso la misura preventiva dell’ammonimento anche a questi ultimi casi: in particolare attraverso una segnalazione diretta al Questore, anche da parte di un soggetto diverso dalla persona offesa (purchè in forma non anonima) ed anche in mancanza di querela, si può procedere all’ammonimento dell’autore del fatto.

Ulteriore elemento caratterizzante si rinviene nella possibilità di richiedere al Prefetto del luogo ove risiede il proposto, l'applicazione della misura della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a tre mesi. Va anche ricordata la possibilità di rilasciare il permesso di soggiorno nei confronti dello straniero che sia stato vittima di un delitto realizzato nell’ambito della violenza domestica. Non meno importante, infine, è l’istituto del ricorso al gratuito patrocinio a favore delle vittime di violenza di genere nonché quello dell’obbligatorietà dei provvedimenti in materia di armi e munizioni. Tutti strumenti che possono essere messi in atto validamente allo scopo di evitare che i comportamenti aggressivi sfocino poi in episodi violenti. L'importante è che le forze dell'ordine vengano avvertite tempestivamente di una situazione critica che rischia sviluppi drammatici.

Dalla redazione di Vercelli - g. c.

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