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CRONACA | 03 giugno 2020, 16:30

Biella, il Liceo Avogadro ricorda l’amico Franco Mosca

franco mosca liceo

Domenica 31 maggio è mancato Franco Mosca, chirurgo di fama mondiale e figura di grande rilievo all’Università di Pisa. Mosca aveva negli anni stabilito un rapporto privilegiato con il Liceo Avogadro di Biella, dove veniva ogni anno a presentare l’offerta formativa degli atenei pisani.

Parole di commozione vengono da Andrea Ortone, ex allievo dell’”Avogadro”, che sta concludendo il proprio percorso di studi a Pisa: «La prima volta che ho incontrato il professor Mosca mi trovavo nell’Aula Magna del Liceo: il preside ci presentò quell’uomo come un grande medico: il luminare della chirurgia di cui oggi leggiamo sui giornali. Ricordo che, quel giorno, rimasi molto colpito della sua presenza: mi ritrovai di fronte un uomo sorridente sì, ma da una fortissima personalità ed energia. Al primo impatto, probabilmente, mi sentii quasi intimorito. Non sapevo di aver conosciuto la persona che mi avrebbe permesso di vivere una delle esperienze più importanti della mia vita. Da allora sono trascorsi ormai cinque anni, un periodo in cui ho avuto la fortuna di poterlo conoscere personalmente, incontrando una persona straordinaria: il professor Mosca era sempre presente, nei momenti sereni, ma soprattutto nelle difficoltà; era capace di ascoltare e comprendere, sapeva consigliare e motivare; era sempre pronto a sostenermi nelle mie scelte».

«Ho conosciuto il professore anni fa, quando venne per la prima volta a illustrare al Liceo le opportunità offerte dalle facoltà universitarie di Pisa e del Collegio Puteano – dice Riccardo Quaglia, docente al Liceo, tra chi, insieme al dirigente Dino Gentile, si incaricava di accogliere ogni anno il professore. Il Puteano, anzi, era stato rivitalizzato proprio da Mosca, che aveva voluto recuperare in un moderno statuto la volontà, espressa nel Seicento da un vescovo De Puteis, cioè dei Dal Pozzo del Piazzo, di riservare un posto a un giovane biellese particolarmente meritevole, spesandolo di fatto per tutta la durata degli studi. Per questo ogni anno Mosca chiedeva di parlare alle classi quarte per illustrare questa e altre opportunità. Credo venisse volentieri al Liceo perché sapeva che, con tutti i nostri limiti, avevamo capito quanta onestà intellettuale ci fosse dietro non solo alla mattinata dedicata a noi, ma anche alle numerose iniziative internazionali di ugual segno che, nel tempo, aveva fondato e fatto prosperare». La medicina italiana e l’Università di Pisa hanno perso una figura di caratura eccezionale. Il Liceo ha perso un amico.

Redazione g. c.

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