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| 05 agosto 2026, 07:00

Prevenzione a ostacoli: perché continuiamo a rimandare i controlli medici

Un italiano su dieci rinuncia a curarsi. Tra il timore dell'esito, tempi d'attesa infiniti e tariffe nascoste, l'unica cura è semplificare.

Prevenzione a ostacoli: perché continuiamo a rimandare i controlli medici

Tra metà luglio e la fine di settembre, la Senologia diagnostica dell’ospedale di Biella ha messo a disposizione più di 600 appuntamenti straordinari per lo screening mammografico. L’iniziativa riguarda le donne biellesi che rientrano nel programma regionale Prevenzione Serena e consente di scegliere una data compatibile con ferie, lavoro e impegni familiari.

La disponibilità di nuovi posti, raccontata anche nel servizio dedicato allo screening mammografico dell’ASL di Biella, mette in evidenza un aspetto spesso trascurato: ricordare l’importanza della prevenzione non è sufficiente. Per favorire l’adesione servono posti disponibili, indicazioni comprensibili e modalità di prenotazione facili da utilizzare.

Il programma Prevenzione Serena dell’ASL di Biella comprende gli screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Le prestazioni sono gratuite e non richiedono l’impegnativa del medico. Per lo screening mammografico, le donne tra i 50 e i 69 anni vengono invitate a effettuare l’esame ogni due anni.

Un italiano su dieci rinuncia a visite o esami

La disponibilità di nuovi appuntamenti assume ancora più rilievo se letta insieme ai dati nazionali. Nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, riferito al 2024, una persona su dieci dichiara di aver rinunciato ad almeno una visita o a un esame specialistico.

La causa più frequente è rappresentata dalle liste d’attesa, indicate dal 6,8% della popolazione. Il 5,3% segnala invece difficoltà nel sostenere il costo della prestazione. Dietro le percentuali ci sono anche problemi organizzativi: appuntamenti incompatibili con il lavoro, strutture difficili da raggiungere, informazioni frammentate e tariffe che non sempre si riescono a conoscere prima di prenotare.

L’offerta estiva dell’ASL BI agisce su uno di questi ostacoli. Aumentando i posti e distribuendoli su più settimane, lascia alle destinatarie dello screening un margine di scelta maggiore. Il controllo non rimane un’indicazione generica da seguire prima o poi, ma diventa un appuntamento che può essere inserito nel calendario.

La ricerca può interrompersi prima della prenotazione

Non tutte le rinunce avvengono dopo aver ricevuto una data troppo lontana. In alcuni casi la ricerca si ferma ancora prima.

Per individuare una struttura privata può essere necessario consultare siti diversi, verificare quali prestazioni siano effettivamente disponibili, telefonare negli orari di apertura e chiedere informazioni sui costi. Quando la prima soluzione non va bene, il percorso ricomincia con un altro centro.

Nel Biellese, inoltre, la distanza non coincide sempre con il numero di chilometri. Per chi vive fuori dal capoluogo contano la disponibilità dei collegamenti, il traffico, la necessità di essere accompagnato e la possibilità di abbinare la visita ad altri spostamenti. Una struttura vicina al luogo di lavoro può risultare più comoda di una geograficamente più prossima all’abitazione.

Sono aspetti pratici, ma incidono sulla decisione. Una persona che riesce a vedere nello stesso momento sede, prima data disponibile e prezzo ha meno probabilità di interrompere la ricerca per riprenderla in un secondo momento.

Il costo non dovrebbe essere scoperto alla fine

Il dato Istat sulle rinunce per ragioni economiche non riguarda soltanto le prestazioni con prezzi elevati. Anche l’incertezza può rappresentare un freno.

Quando la tariffa non è visibile, il cittadino non sa se la spesa sarà compatibile con il proprio bilancio e non può confrontarla con altre proposte. Una telefonata potrebbe chiarire il dubbio, ma costituisce un passaggio ulteriore, da effettuare spesso durante gli stessi orari in cui si lavora.

Il prezzo, da solo, non descrive la convenienza reale di una soluzione. Una visita meno costosa può richiedere uno spostamento lungo o una giornata di permesso; una tariffa leggermente superiore può corrispondere a una sede più vicina o a una disponibilità immediata. Per decidere servono più informazioni affiancate.

L’Osservatorio dei prezzi della sanità privata consente di consultare le tariffe minime, medie e massime rilevate per diverse prestazioni, insieme al numero degli appuntamenti disponibili. I dati possono essere filtrati anche su base territoriale e vengono aggiornati attraverso le agende delle strutture collegate alla piattaforma.

Al momento della rilevazione, l’osservatorio riportava oltre 37 milioni di slot prenotabili e più di 6.400 cliniche e centri diagnostici connessi. Queste informazioni non indicano quale struttura sia migliore e non sostituiscono le valutazioni del medico. Rendono però possibile conoscere la fascia di prezzo prima di iniziare una serie di telefonate.

Quando il comparatore riduce i passaggi

In questa fase entrano in gioco i marketplace sanitari, che raccolgono in un unico ambiente disponibilità e tariffe provenienti da più strutture. Cup24.it, che in passato era denominato Cup Solidale, consente di partire dalla prestazione richiesta e confrontare i centri in base a luogo, prezzo e prima data utile. Secondo i dati forniti dall’azienda, il servizio riunisce oltre 6.500 strutture, è stato utilizzato da più di 1 milione di utenti e ha raccolto oltre 15.000 recensioni, con una valutazione media di 4,5 stelle.

La piattaforma non suggerisce quale esame effettuare e non valuta l’appropriatezza della prestazione. Il suo intervento riguarda la parte organizzativa: mostrare dove è possibile prenotare, in quali tempi e a quale costo.

Il cambio di nome accompagna l’estensione nazionale del servizio e la possibilità di consultare le disponibilità in qualsiasi momento. L’accesso online ventiquattr’ore su ventiquattro evita che la ricerca debba necessariamente coincidere con l’orario di apertura di un centralino.

Pubblico e privato rispondono a esigenze diverse

Lo screening organizzato dall’ASL e la prenotazione di una prestazione privata non sono percorsi sovrapponibili.

Prevenzione Serena è un programma pubblico, gratuito e rivolto a fasce precise della popolazione. Il cittadino riceve un invito o può verificare la propria possibilità di adesione secondo le regole stabilite dal servizio sanitario regionale. Il comparatore interviene invece quando una persona deve cercare una prestazione nel settore privato e vuole conoscere le alternative disponibili.

La scelta dipende dal tipo di controllo, dalle indicazioni del medico, dai tempi di attesa e dalle condizioni personali. In entrambi i casi, tuttavia, la chiarezza delle informazioni può fare la differenza.

I 600 posti aggiuntivi messi a disposizione a Biella mostrano che la prevenzione funziona meglio quando all’invito segue una possibilità concreta. Lo stesso principio vale fuori dai programmi di screening: sapere dove andare, quando c’è posto e quanto si spenderà riduce il rischio che la ricerca venga interrotta.

Paura dell’esame, difficoltà economiche e mancanza di tempo non scompaiono grazie a una piattaforma o a una campagna informativa. Si possono però eliminare passaggi inutili e informazioni poco chiare. A volte è proprio questa semplificazione a trasformare un controllo rimandato da mesi in una data finalmente segnata sul calendario.

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