La Val di Susa torna a essere il fulcro della protesta sociale. Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, una marea umana è partita da Venaus per la tradizionale marcia promossa dal movimento No Tav, ribattezzata per l'occasione la "marcia verso i cantieri della devastazione". Un appuntamento ad altissima tensione, blindato dalle forze dell'ordine e finito immediatamente sotto la lente della Prefettura (prima del corteo tre francesi sono stati fermati dalla polizia).
Il popolo di Venaus e lo slogan storico
Alla testa del corteo, ad aprire il cammino verso Susa, uno striscione che sintetizza decenni di resistenza territoriale: "C'eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav". Secondo gli organizzatori, sono circa 20mila i manifestanti che hanno scelto di sfilare lungo le strade della valle, sfidando i divieti e riportando al centro del dibattito pubblico l'opposizione alla linea ad alta velocità Torino-Lione.
La marcia si inserisce nella cornice del festival "Alta Felicità", giunto quest'anno alla sua decima edizione. L'evento, che ogni anno richiama decine di migliaia di presenze da tutta Italia e dall'estero per tre giorni di musica, incontri culturali e dibattiti, si riconferma l'agora politica e strategica del movimento.
Binzoni: "Solita vetrina per terroristi"
"Quanto sta accadendo in queste ore in Val di Susa e al confine con la Francia dimostra per l'ennesima volta la vera natura del festival “Alta Felicità”: dietro lo specchietto per le allodole di un evento culturale e musicale, si nasconde la solita vetrina dell'estremismo eco-terrorista e antagonista, un paravento ipocrita sotto il quale gruppi di delinquenti organizzano ed eseguono veri e propri assalti contro il cantiere Tav e soprattutto conto le forze dell’ordine". Lo dichiara Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Regionale, commentando i recenti fatti di cronaca che hanno visto il sequestro da parte delle forze dell'ordine di razzi, petardi e materiale da guerriglia destinati ad essere usati per assaltare il cantiere dell’alta velocità.
"I sequestri effettuati dalle forze dell'ordine, che ringrazio per il costante e fondamentale lavoro di presidio e tutela del territorio, confermano che non ci troviamo di fronte solo a una pacifica manifestazione d'opinione: dietro di essa si muove una regia sovversiva strutturata e pericolosa – prosegue Binzoni. – Parlare di “felicità” di fronte agli episodi di violenza che accompagnano questo evento è un insulto ai lavoratori del cantiere e agli agenti impegnati a difendere la legalità".
Nel mentre, lungo il sentiero di marcia, i No Tav hanno sradicato il primo new jersey.

























