L’ANAP Confartigianato Persone torna ad alzare la voce con forza contro l’ennesima penalizzazione ai danni dei pensionati italiani. Il pagamento delle pensioni di maggio 2026, previsto solo per lunedì 4 maggio per chi percepisce l’assegno tramite banca, rappresenta una situazione grave e inaccettabile che coinvolge circa 9,8 milioni di persone.
“È scandaloso – dichiara il Presidente ANAP Guido Celaschi – che nel 2026 milioni di pensionati siano ancora ostaggio del cosiddetto ‘primo giorno bancabile’, una regola vecchia, ingiusta e totalmente scollegata dalla realtà tecnologica attuale. Mentre il mondo viaggia con bonifici istantanei e sistemi digitali avanzati, lo Stato italiano resta fermo a logiche di decenni fa.”
L’Associazione denuncia con toni duri l’inerzia delle istituzioni, colpevoli di aver ignorato le proteste già emerse a gennaio, quando si erano verificati ritardi analoghi. “In quell’occasione – prosegue Celaschi– avevamo lanciato un allarme chiaro, supportato da una proposta concreta di modifica normativa. Ma tutto è rimasto lettera morta. Nessuna risposta, nessun intervento, nessuna volontà politica.”
L’ANAP sottolinea come questa situazione non sia solo una questione tecnica o burocratica, ma un problema di equità e dignità sociale. “Per chi vive con una pensione minima – evidenzia l’Associazione – anche pochi giorni di ritardo possono significare difficoltà nel pagare affitti, bollette o spese essenziali. È una mancanza di rispetto verso milioni di cittadini che hanno costruito questo Paese.”
Il confronto con altri Paesi europei rende il quadro ancora più grave: “In molte nazioni dell’Unione Europea, se la data di pagamento cade in un giorno festivo, l’accredito viene anticipato. In Italia, invece, si va nella direzione opposta. È una scelta incomprensibile e penalizzante.” L’ANAP non esclude che dietro questa rigidità possano celarsi logiche finanziarie legate alla gestione dei flussi di cassa, ma ribadisce che “nessuna motivazione economica può giustificare un danno sistematico ai pensionati”.
Infine, l’Associazione lancia un appello deciso: “Chiediamo al Governo un intervento immediato per superare questa norma anacronistica. In assenza di risposte concrete, ANAP è pronta a tornare alla mobilitazione, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. I pensionati non possono più essere ignorati.”
Celaschi conclude invitando anche il sistema bancario a fare la propria parte: “Le banche hanno oggi gli strumenti per anticipare i pagamenti e dimostrare attenzione verso i propri clienti. Alcuni istituti lo stanno già facendo: è questa la direzione da seguire.”























