(Adnkronos) - "Di per sé, la dichiarazione di Meloni sulla necessità di tornare a un dialogo con la Russia, per quanto veicoli un messaggio positivo, significa poco. A mio avviso, sarebbe stato meglio, e di gran lunga, se, all'interno della leadership italiana, qualche personalità investita dell'autorità per farlo si fosse servita dei canali diplomatici di cui, grazie a Dio, disponiamo, proponendoci di avviare un dialogo sull'una o l'altra questione". Lo ha dichiarato l'ambasciatore russo a Roma, Alexei Paramonov, in un'intervista all'agenzia di stampa Ria Novosti che uscirà integralmente domani, ma di cui sono state pubblicate alcune anticipazioni.
"Sono certo che a Mosca un passo del genere verrebbe altamente e giustamente apprezzato, nonché accolto favorevolmente. Come ha affermato di recente il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, 'alzate la cornetta, signori, chiamate, e noi vi risponderemo'", ha aggiunto l'ambasciatore.
Nell'intervista Paramonov ha detto che i rapporti tra Russia e Italia "si sono sensibilmente impoveriti, sono stati, per così dire, 'sterilizzati'". "È davvero un peccato che le autorità italiane, aggiogate alle altre élite europee, abbiano preferito rinunciare ai propri interessi nazionali in favore degli interessi delle forze liberal-globaliste e delle loro creature, rappresentate dall'insaziabile e corrotto regime di Kiev e dalla chimerica idea di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia", ha affermato il diplomatico, accusando il governo Meloni di "adottare la condotta dello 'struzzo', ovvero evitare di dare ascolto all'opinione dei propri cittadini, fingendo che l'assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d'impatto sull'Italia, né sulla sua popolazione".
Quanto all'Ucraina, "grazie a Dio, l'Italia non si ritiene in stato di guerra con la Russia e la leadership italiana è sufficientemente saggia da attenersi a una strategia di politica estera che, almeno a parole, invoca la cautela e desidera escludere la possibilità di un'escalation delle attuali tensioni presenti nei rapporti tra la Russia e l'Unione Europea, così come desidera escludere la possibilità che queste tensioni sfocino in uno scontro militare diretto".
"Ciò suggerisce che a Roma non abbiano dimenticato le lezioni impartite dalla Storia, né i motivi per cui l'Italia venne accettata all'interno dell'Onu soltanto nel 1955, e non nel 1945, quando l'Organizzazione delle Nazioni Unite fu istituita", ha aggiunto Paramonov.
"Al contrario, invece, come possiamo vedere, i cosiddetti 'volenterosi' - che costantemente 'corteggiano' l'Italia per indurla a entrare tra le loro fila - non escludono la possibilità di uno scontro militare con la Russia ed esortano a predisporsi a un conflitto nel giro di 3-4 anni, mentre dichiarano sconsideratamente di avere intenzione d'inviare i propri contingenti in Ucraina, cosa che li condurrebbe inevitabilmente a un immediato scontro militare con le Forze Armate russe", ha concluso l'ambasciatore.
























