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Benessere e Salute | 26 luglio 2024, 08:00

L'urgenza di politiche per l'invecchiamento dignitoso: il caso del Piemonte

La nostra società invecchia rapidamente, e il Piemonte, con il Biellese che detiene l'indice di vecchiaia più alto, deve affrontare sfide socio-assistenziali cruciali. Occorrono politiche lungimiranti per garantire agli anziani qualità e dignità della vita.

L'urgenza di politiche per l'invecchiamento dignitoso: il caso del Piemonte

Diventare anziano è aspirazione di tutti, ma come lo si diventa, in termini di qualità e dignità della vita man mano che gli anni incombono, non dipende solo dall’individuo, uomo o donna, ma anche, se non soprattutto, dalle politiche e dai contesti socio-economici nei quali l’invecchiare procede. Questo processo, per quanto riscontriamo, non è questione che la Politica e le Istituzioni in generale affrontano con la necessaria urgenza e concretezza. Eppure un dato è incontrovertibile: la nostra società “invecchia” a ritmi rapidissimi, dunque ci vuole lungimiranza e attenzione. Il Piemonte non fa eccezione. Siamo la Regione con più anziani; il Biellese detiene l’indice di vecchiaia più alto. Indicatori questi che giustificano la necessità di mettere al centro della politica regionale i temi sanitari e socio-assistenziali. Si dovrebbe “ricostruire“, a nostro avviso, una rete sanitaria-assistenziale territoriale molto efficace ed efficiente, per permettere all’anziano di stare al proprio domicilio nel miglior modo possibile e per più tempo possibile. Obiettivi questi che ci vengono illustrati ad ogni incontro con l’ASL, peccato che alla fine sia la stessa azienda ad ammettere che sono pregiudicati dalla carenza di risorse adeguate; dunque si riscontra un aumento delle prestazioni e degli interventi domiciliari richiesti, ma non ne consegue un aumento dei fondi a disposizione per gestirli. Fare prevenzione e controllo, almeno delle malattie croniche, con la effettiva presa in carico di questi pazienti, potrebbe essere il modo per migliorare la loro qualità di vita e razionalizzare la spesa pubblica; ma anche in questo, caso negli ultimi, anni sono aumentati i bisogni ma diminuite le risposte. Poi ci sono le R.S.A. Fondamentali certo, ma dovrebbero essere “l’ultimo anello” cui rivolgersi invecchiarndo. Di norma, quando si parla di R.S.A., è in occasione di rincari delle rette, giunte oramai a livelli che sempre meno famiglie biellesi possono permettersi. Della qualità dell’assistenza nelle R.S.A. si parla troppo poco… Luoghi sempre più a valenza sanitaria piuttosto che assistenziale. Gli anziani non autosufficienti che vengono accolti nelle strutture sono sottoposti a criteri assistenziali determinati da una Legge Regionale del 2012. A nostro avviso non più rispondente ai nuovi bisogni degli Ospiti: in questi anni sono diminuite le ore per la fisioterapia, per la socializzazione, ecc.

Il personale ha stipendi non adeguati, le Associazioni datoriali chiedono più risorse, oltre a lamentare la difficolta di trovare personale socio-sanitario, però ostacolano il rinnovo del Contratto Nazionale di Settore (UNEBA), costringendo i sindacati di categoria a proclamare uno sciopero previsto per la metà di settembre. L’altra faccia della medaglia sono i posti letto convenzionati che, per una provincia con il tasso di anzianità così alto, dovrebbe indurre ASL e Regione a modificare i criteri di accesso agli stessi, aumentando disponibilità e stanziamenti. Avere un posto letto convenzionato è discriminante per poter accedere ad una RSA. Per questo, non da oggi, chiediamo il ripristino dell’equilibrio tra posti letto convenzionati e quelli a libero mercato, allo stato parecchio appannaggio della seconda condizione. Quando si parla di R.S.A., l’anziano e i familiari sono la parte fragile. Esposta a bisogni grevi e spesso improvvisi. La politica dovrebbe saperlo, ed avere un occhio di riguardo per venire incontro ad incombenze pesanti delle famiglie e tutelare uomini e donne che dopo una vita di servizio e dedizione non possono essere considerate… scarti.

 


 

c.s. Cisl Ust Piemonte Orientale f.g.

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