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ATTUALITÀ | 24 settembre 2023, 19:30

A Pettinengo l'inaugurazione del restauro, ci sarà anche il vescovo Farinella

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A Pettinengo l'inaugurazione del restauro, ci sarà anche il vescovo Farinella

A Pettinengo verranno mostrati i lavori di restauro alla chiesa parrocchiale di Pettinengo. Ne dà notizia il parroco, don Ferdinando Gallu.

“Una piccola via centrale di Biella è dedicata a Bernardino Galliari – spiega - Era il primogenito di Giovanni, andornese, pittore di tante scene di prospettiva in varie città, Torino, Crema, Milano e in alcune cappelle del Sacro Monte di Oropa (1719), conosciuto quindi e apprezzato tanto che i suoi figli alla sua morte nel 1722 trovarono subito contatti e collaborazioni come scenografi al teatro Ducale meneghino. Bernardino, Fabrizio e Giovanni Antonio, nati tra il 1707 e il 1714, lavorarono quindi nelle capitali italiane ed europee, senza disdegnare di elargire il loro talento nella terra biellese: Andorno, Campiglia, Chiavazza, Graglia … e anche Pettinengo. La chiesa parrocchiale dei SS. Stefano e Giacomo di Pettinengo (unica a cinque navate come la cattedrale) risale alla fine del Seicento quando si distrusse la precedente divenuta ormai insufficiente; la prima pietra fu posta il 18 maggio 1685 dal Prevosto don Giovanni Battista Piana e la “consacrazione” avvenne nel 1694. Secondo Lebole (p. 265) nel 1777, data riportata nell’arco di ingresso, venne ridipinta presumibilmente da Bernardino Galliari; Barbara Oggionni, ( I fratelli Galliari 1794-1994, Treviglio e Andorno 1994), da analisi e confronti stilistici con altre opere, ritiene che le figure allegoriche dei pennacchi siano da collocare tra il 1750 e il 1760 e le figure dei “Dottori” sarebbero posteriori in base a somiglianze con altre eseguite dal collaboratore Federico Ferrario, sì che la data 1777 indicherebbe la fine dei lavori nella Cappella. I visitatore/fedele giungendo all’arco di ingresso nella “nostra” cappella del Rosario nella parete in cornu epistulae, si aspetterebbe di contemplare intorno alla statua della Madonna i quindici misteri. E invece no: i suoi occhi sono catturati da un tripudio un po’ disordinato di colonne tortili, statue, putti, angioletti e decorazioni, tutti completamente dorati. Cosa è avvenuto? Nella seconda metà dell’Ottocento il paese di Pettinengo ebbe uno sviluppo considerevole a motivo della nascita di alcune fabbriche per la lavorazione di lane e tessuti; la crescita demografica conseguente portò il parroco teol. Pietro Persia, uomo di grande spiritualità unita alla capacità di catalizzare le energie del paese, a realizzare l’ampliamento della chiesa parrocchiale. Si allungò il presbiterio aggiungendo anche il coro e innalzando la cupola ellittica. L’antico prezioso altare scolpito dagli Auregio e dorato dai Defabianis ad inizio del Settecento venne tolto e collocato proprio nella Cappella del S. Rosario in posizione centrale: questo avveniva negli anni ’90 del XIX secolo. Non possiamo più quindi contemplare il punto di fuga orizzontale della scenografia galliarina, ma questo non ci impedisce di cogliere la sapienza compositiva, prospettica, pittorica, religiosa e teologica. Sabato 30 settembre, vigilia del mese di ottobre in cui si celebra la Festa della Beata Vergine Maria del Rosario, alle 16 il vescovo di Biella Mons. Roberto Farinella impartirà la benedizione alla restaurata Cappella”.

Alla celebrazione interverranno autorità, i restauratori Lupo & Galli di Torino, funzionari della Soprintendenza di Novara, della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. “Soprintendenza e Fondazioni hanno contribuito generosamente alla realizzazione del restauro che ci dona di contemplare una capolavoro di arte e di fede – spiega il parroco - Ad esse il sincero e profondo ringraziamento, che si estende anche a PACEFUTURO onlus di Pettinengo, per la generosa ospitalità alle maestranze e per la preziosa collaborazione, e alla Diocesi di Biella”.

Redazione g. c.

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