/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 10 febbraio 2019, 17:37

I genitori per la libera scelta vaccinale: fraintesi dai più, traditi da Giulia Grillo

Flash Mob in via Italia a Biella dai no vax di Libertà di Cura. Sabato la manifestazione è iniziata alle 16.

vax via italia

Foto di Studio Fighera

Quante ore avete trascorso a vegliare su vostro figlio danneggiato da vaccino?  Quanti angioletti avete comprato da portare sulla tomba di vostro figlio morto a seguito delle vaccinazioni? Quanto tempo avete passato a parlare con medici, avvocati, genitori nelle vostre stesse condizioni?  Quanti articoli, foglietti illustrativi, relazioni mediche, studi accreditati e indipendenti avete letto?  Quante volte avete ripensato al prima, al durante, al dopo di quel maledetto giorno in cui, fidandovi, avete portato vostro figlio a vaccinare?  Quante volte dopo quel giorno avete pianto, sbattuto la testa al muro, imprecato e incolpato voi stessi per non aver saputo difendere vostro figlio?                                                                                                                       

Vi siete fermati almeno una volta a pensare che chi ora è contro la legge 119/2017 ha sofferto per il proprio figlio o ha visto la sofferenza di familiari o amici e quindi, legittimamente, pretende di veder riconosciuto il proprio dolore e pretende di veder riconosciuto il proprio diritto alla libera scelta terapeutica?                     

Se l’aveste fatto avreste capito che chi ora è contro la legge 119/2017 non è un visionario invasato, non è un incosciente, non mette a rischio i vostri figli.                                                                                                          

Nessuno di noi insulta chi ha vaccinato, nessuno di noi ha l’intenzione né tantomeno il potere di impedirvi di vaccinare vostro figlio in futuro. Se lo avete fatto o se sceglierete di farlo è stato o sarà per una vostra scelta libera e consapevole, così come libera e consapevole dovrebbe essere la nostra scelta di non vaccinare, o di farlo in un secondo tempo, o di farlo solo per quelle malattie che ci fanno veramente paura. Perché nessun governo, nessun potere, nessuna lobby farmaceutica né ora né mai dovrebbe avere la facoltà di imporre un trattamento sanitario obbligatorio laddove la necessità non c’è.                                                                           

Nelle nostre manifestazioni la parola chiave è LIBERTÀ, il nostro motto è “GIÙ LE MANI DAI BAMBINI”, la nostra forza è l’amore per i nostri figli, la nostra rabbia è per il diritto calpestato dagli interessi.                        

No-vax è un termine coniato dai media per creare un nemico di cui avere paura e distogliere la vostra attenzione dai veri nemici che si nascondono dietro la legge 119/2017, no-vax è un termine che non ci rappresenta, non ci appartiene, non ci piace, quindi per favore se non volete capire le nostre scelte per lo meno rispettatele, rispettate i nostri figli e soprattutto rispettate il nostro dolore.                                                          

E Giulia? Il 20 dicembre 2016 firmataria di una interrogazione scritta a risposta in Commissione sulla presenza di glifosato (composto organico erbicida) nei vaccini dichiara:"[...] Tale riscontro induce a valutazioni drammatiche se si considera che questo vaccino è destinato all'uso nei bambini a partire dai primi mesi di vita. D'altra parte, essendo il glifosato classificato dalla IARC come probabile cancerogeno per l'uomo, la sua presenza non può assolutamente essere giustificata, neppure in minime tracce, in nessuno dei vaccini;"                     Da giugno 2015 alla relazione finale del febbraio 2018 facente parte della “Commissione Parlamentare d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero […] da somministrazione di vaccini [….] “                                                                                              

A conclusione la Commissione Parlamentare conferma:                                                                                                                                                                 -la necessità di non somministrare contemporaneamente più di 5 vaccini monovalenti monodose sui militari;                                                                       -la vaccinazione comporta rischi in termini di problemi di immunodepressione, iper-immunizzazione, autoimmunità e ipersensibilità;                                                   - le case farmaceutiche chiedono espressamente l’applicazione di opportune precauzioni all’impiego dei vaccini e la verifica dello stato di salute del vaccinando e dell’assenza di patologie al momento della vaccinazione;                                       - nei vaccini analizzati oltre al principio attivo vi sono oltre 81 sostanze (tra le quali formaldeide, proteine di pollo, cellule di uova di pollo, embrioni di gallina, idrossido di alluminio, lattosio, albumina umana, cellule fetali umane, ...) per cui è prevista una valutazione di sensibilità o allergia;

-vi è una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative e altre patologie autoimmuni e la somministrazione di vaccini;       - i vaccini usati nella profilassi militare sono gli stessi autorizzati dall’AIFA per uso civile. Il 12/02/2018 firmataria di una Proposta di legge d’iniziativa dei deputati sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale di pubblica amministrazione.                                                                                                            

Tra le motivazioni: “[..] recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie […]”. Il 30/01/2019, ormai Ministro della Salute “ …bambini morti con il vaccino non ne conosco”. Giulia…Noi li abbiamo conosciuti, noi li piangiamo, noi non li dimentichiamo, la legge 210/1992 li riconosce, loro da lassù chiedono rispetto, tu quaggiù smettila di fare politica e ricomincia a fare il medico.

comunicato stampa f.f.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore