Ex funicolare, il Segretario Provinciale dí Fratelli d’Italia Cristiano Franceschini fa chiarimenti si quella che lui stesso definisce: "Una scelta scellerata e devastante, 1,6 milioni per realizzarla e altri 1,1 milioni per mantenerla".
«AVS nel caos e in pieno stato confusionale. Prima di esibirsi ai piedi della funicolare in un imbarazzante flash mob, abbia la decenza di ricordare le scelte scellerate e ripassi il conto salato che il centrosinistra ha già presentato ai biellesi. »
«Una scelta scellerata e devastante. 1,6 milioni per realizzarla e altri 1,1 milioni per mantenerla. Oggi chi l’ha ereditata sta cercando una soluzione.»
«Un anno di chiusura della funicolare è un problema serio per Biella e per il Piazzo. Ma ce n’è uno più serio ancora: presentare ai cittadini solo l’epilogo, omettendo con cura tutto ciò che lo ha preceduto.»
Lo dichiara il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Cristiano Franceschini.
«Nei giorni scorsi è stato organizzato da AVS un flash mob per ricordare l’anniversario della chiusura dell’impianto. Si è parlato di “danno gravissimo”. Una definizione impegnativa, soprattutto se applicata a un singolo fotogramma, ignorando l’intera sequenza. La decisione di sostituire la storica funicolare con l’ascensore inclinato risale infatti alla Giunta Cavicchioli.»
«Il 22 giugno 2015 venne approvato il progetto preliminare: 1,2 milioni di euro. Nel febbraio 2016, sempre sotto la stessa amministrazione, il quadro economico salì a 1,62 milioni. Da allora, l’impianto non ha mai funzionato correttamente. Mai. Ha richiesto interventi continui, ripetuti, ravvicinati: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, verifiche tecniche, ripristini d’urgenza. In più occasioni persone sono rimaste bloccate nelle cabine, al gelo o sotto il sole cocente, liberate dai Vigili del Fuoco. La cronologia degli interventi parla da sola: non si è mai arrivati a una stabilizzazione, né a una soluzione definitiva.»
«Ed ecco il dato essenziale. Per realizzare l’ascensore inclinato furono spesi circa 1,6 milioni di euro. Dal 2019 al 2025 si sono aggiunti 894.200,73 euro di manutenzione ordinaria e 214.867,16 euro di straordinaria. Totale: 2.709.067,89 euro. Quasi 2,7 milioni per un impianto che non ha mai garantito un servizio efficiente e che oggi è fermo. Questo è ciò che i cittadini devono conoscere.»
Franceschini prosegue: «Quando il centrodestra è arrivato al governo della città, ha trovato un impianto già compromesso. L’amministrazione Corradino ha portato la vicenda in tribunale contro chi aveva realizzato l’impianto, ottenendo una pronuncia favorevole al Comune, arrivata con l’amministrazione Olivero.»
«A questo punto occorre aggiungere un elemento decisivo: la criticità strutturale dell’impianto è tale che ogni intervento effettuato negli anni non ha mai prodotto una soluzione definitiva. Mai. E infatti, alla fine, nessuna ditta si è più presentata per prendere in carico la manutenzione. Un impianto che richiede interventi continui, senza mai risolversi, diventa semplicemente non gestibile.»
«L’amministrazione Olivero ha scelto di fermare un impianto sul quale non era più sostenibile intervenire e sta lavorando a una soluzione definitiva. Si chiama responsabilità amministrativa: prendere atto di un problema, anche quando nasce altrove, e cercare di risolverlo. Prima di organizzare un flash mob per ricordare un anno di chiusura, sarebbe stato utile un flashback per ricordare anni di criticità irrisolte.»
























