Chi cerca funghi si concentra inevitabilmente sul terreno, ma spesso la disattenzione nei confronti di ciò che ci circonda, ci fa perdere di vista un pendio, una radice nascosta dalle foglie o la direzione che avevamo intrapreso. Nei boschi del Biellese, come nel resto dell’arco alpino, esperienza e conoscenza de territorio non eliminano tutti i pericoli.
Il Soccorso Alpino invita alla cautela: al 19 settembre 2025 aveva già assistito in Piemonte 23 cercatori dispersi o infortunati; due non erano sopravvissuti. Dieci interventi erano legati a cadute o scivolate, mentre in altri casi erano stati determinanti lo smarrimento, la stanchezza e i malori. La prima precauzione da valutare è l’abbigliamento. Gli scarponi con una buona aderenza sono più sicuri degli stivali di gomma, soprattutto sui versanti bagnati. Prima di mettersi in cammino occorre considerare distanza, dislivello, condizioni meteorologiche e tempo necessario per rientrare prima che faccia buio.
Acqua, qualcosa da mangiare, una torcia, un indumento caldo, una protezione per la pioggia, un fischietto e il materiale essenziale per il primo soccorso dovrebbero trovare posto nello zaino. Andare in compagnia riduce i rischi; se si parte da soli, è indispensabile lasciare a una persona fidata indicazioni sulla zona e sull’orario di ritorno. Il cellulare va tenuto carico, senza dimenticare che in alcune aree il segnale può mancare. In caso di emergenza si deve contattare il 112 e attenersi alle istruzioni ricevute.
Anche la raccolta segue alcune regole che possono salvare la vita. In Piemonte occorre il titolo regionale, fatta eccezione per le specie esentate dalla legge. La tariffa è di 5 euro per la validità giornaliera, 10 euro per quella settimanale e 30 euro per l’anno solare. Durante eventuali controlli bisogna mostrare la ricevuta del pagamento insieme a un documento d’identità. Ogni persona può raccogliere complessivamente fino a tre chilogrammi al giorno. Gli esemplari vanno prelevati completi di tutte le loro parti, ripuliti sommariamente e sistemati in un cestino rigido che lasci circolare l’aria. La plastica non è ammessa. Rastrelli e uncini sono vietati perché possono compromettere il terreno e il micelio. Non si può raccogliere nelle ore comprese tra il tramonto e l’alba; parchi, riserve e proprietà private possono prevedere ulteriori restrizioni, da verificare prima dell’uscita.
Riconoscere con certezza ciò che finisce nel cestino è altrettanto importante. Il Centro di Controllo Micologico Pubblico dell’ASL BI esamina gratuitamente i funghi raccolti dai privati o ricevuti in regalo. Le sedi sono in via don Sturzo 20 a Biella e in via Milano 48, località Paruzza, a Cossato. Gli appuntamenti si fissano telefonando il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 8.30 alle 15, ai numeri 015 15159268 e 015 15159230 per Biella e allo 015 15159255 per Cossato.
Ai micologi devono essere consegnati tutti gli esemplari raccolti, interi e collocati in contenitori aerati. Una fotografia, il parere di un conoscente o il risultato fornito da un’applicazione non offrono le stesse garanzie di un esame professionale.
Se dopo il consumo compaiono nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, debolezza o confusione, è necessario rivolgersi subito al 112 o al Pronto soccorso. Vanno conservati e portati con sé i resti del pasto, gli esemplari crudi e gli scarti della pulizia: possono aiutare gli specialisti a individuare la causa dell’intossicazione. Rimedi domestici e attese rischiano invece di ritardare le cure.
Una buona preparazione, il rispetto delle norme e il ricorso ai micologi in caso di dubbio consentono di affrontare la raccolta con maggiore tranquillità, senza rinunciare al piacere di trascorrere qualche ora nei boschi del Biellese.
























