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ATTUALITÀ | 08 agosto 2026, 06:50

Prati secchi e montagne in fiamme: l’estate estrema del Biellese

Prati secchi e montagne in fiamme: l’estate estrema del Biellese - Ilustrazione di Giovanni Cavallo

Prati secchi e montagne in fiamme: l’estate estrema del Biellese - Ilustrazione di Giovanni Cavallo

Il negazionismo climatico ha un grande vantaggio: non teme smentite. Davanti a un prato bruciato parla di una normale estate; davanti a un torrente impoverito, di un ciclo naturale; davanti a una montagna in fiamme, di una sfortunata coincidenza. Mentre qualcuno la liquida come una normale estate, il Biellese perde ciò che lo ha sempre definito: il verde e l’acqua.

Mentre alcuni archiviano tutto come il clima che cambia, persino il nostro territorio si scopre sempre più caldo e asciutto. Da bambino, per camminare in un mare di foglie, bisognava aspettare l’autunno. Quest’anno, nel Biellese, è bastato agosto: sotto i piedi non c’è il frusciante tappeto di ottobre, ma erba secca che scricchiola e foglie che volano riarse dal sole. Prati color paglia, rotonde asciutte, campi da calcio ingialliti, pendii montani che hanno perso la loro tonalità abituale. 

Il “foliage estivo”, la nuova attrazione offerta dal cambiamento climatico: stessi colori dell’autunno, ma senza il fresco, le castagne e il romanticismo. Al loro posto ci sono ciuffi d’erba particolarmente tenaci, piccoli temerari che sfidano il sole e l’assenza d’acqua, costellando di ciuffi verdi i prati secchi.

Felice il piromane, che quest'anno può risparmiare sulle scatole di fiammiferi. Le mie piante grasse prosperano persino nella valle dell’acqua, per loro il nuovo clima sembra una brillante opportunità di carriera.

Redazione, G. Ch.

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