Un consiglio di amministrazione rinnovato, una società che guarda al futuro e pronta a scrivere importanti pagine di storia nel calcio piemontese e non solo. La Fulgor Chiavazzese Ronco Valdengo è protagonista di un’azione di rebranding per diventare una società sportiva di riferimento. Dopo il logo rinnovato, l’inedita scelta riguarda una carica all’interno dell’organigramma societario.
Il mondo rossoblù sceglie di abbattere un soffitto di cristallo con una scelta che unisce competenza e lungimiranza. Gloria Carbone è il nuovo direttore generale. A lei vanno le chiavi della gestione operativa del club. La decisione del nuovo cda di riservare ad una donna una carica così importante è una scelta forte, purtroppo ancora in controtendenza nel 2026, e fonda le proprie radici nella volontà di dimostrare come le dinamiche sportive, e calcistiche, necessitano di rinnovamento. «Ottenere l’incarico di direttore generale mi rende estremamente fiera - afferma in prima battuta Carbone. In un settore storicamente dominato da leadership prevalentemente maschili, avere nominato una donna in questo ruolo è un merito che la società deve prendersi. Personalmente dimostrerò, attraverso la cura quotidiana dei dettagli del lavoro che ci aspetta, quante idee e iniziative porteranno alla vertiginosa scalata della Fulgor sia con la prima squadra sia con l’intero settore giovanile. Il nostro progetto si svilupperà su base pluriennale e sarà capace di coinvolgere attività commerciali locali, delle province e delle regioni confinanti per far la storia che caratterizza il territorio. Avanguardia, inclusione e innovazione sono i tre pilastri da cui riparte la Fulgor».
Le scelte di inserire figure femminili, negli staff dirigenziali e di campo, sono ancora ridotte nell’ambiente calcistico. Sul tema prosegue il nuovo dg: «Il calcio, soprattutto nei ruoli dirigenziali, resta ampiamente costruito su codici e reti relazionali storicamente maschili. Non manca la competenza femminile, manca ancora la fiducia nel darle spazio ai vertici. Spesso una donna deve dimostrare il doppio per guadagnarsi la stessa credibilità di un collega uomo. Per muovere passi in questa direzione servirebbero percorsi di formazione dedicati e, soprattutto, la volontà di club e federazione di puntare su di noi non come eccezione o vetrina, ma come scelta di competenza. Più donne nei ruoli chiave aiuterebbero anche a normalizzare la presenza femminile agli occhi di chi la considera ancora una novità». Alla luce delle parole di Carbone la Fulgor Chiavazzese Ronco Valdengo è ancora più fiera e convinta della strada intrapresa.





















