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ECONOMIA | 13 marzo 2026, 15:30

Imprese in cerca di personale ma a Biella la metà fatica a trovarlo

Le entrate programmate a marzo 2026 sono 850 (-50 rispetto al 2025).

Imprese in cerca di personale ma a Biella la metà fatica a trovarlo (foto di repertorio)

Imprese in cerca di personale ma a Biella la metà fatica a trovarlo (foto di repertorio)

Sono 6.800 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di marzo 2026, pari al 24,7% delle entrate complessive previste a livello regionale.

Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 73% delle entrate previste, di contratti a termine; la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (15% di Vercelli, 17% di Biella,19% di Novara e 25% di Verbania); una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 44% e il 50% delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 60% per Novara, al 62% per Vercelli, al 67% per Biella e al 75% per Verbania).

Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte.

Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

PROVINCIA DI BIELLA

Le entrate programmate a marzo 2026 sono 850 (-50 rispetto al 2025); nel 27% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 73% saranno a termine. Si concentreranno per il 61% nel settore dei servizi e per il 63% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Il 22% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (16%). In 50 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati. Il 13% delle entrate sarà destinato a personale laureato mentre una quota del 27% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni.

Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello del commercio (140 entrate previste), seguito dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (130), dai servizi alle persone (120), dai servizi di alloggio e ristorazione e dalle costruzioni (90 in entrambi i settori).

c. s. Camera di Commercio g. c.

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