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COSTUME E SOCIETÀ | 24 luglio 2024, 06:50

Matteo Grandi, una passione per l'Urbex: “Alla scoperta di luoghi misteriosi, come la miniera di auto abbandonate”

Da 7 anni lo youtuber e fotografo biellese gira l'Italia e l'estero in cerca di edifici, strutture artificiali e rovine andate perdute, o abbandonate, tra le sabbie del tempo.

urbex matteo

Matteo Grandi, una passione per l'Urbex: “Alla scoperta di luoghi misteriosi, come la miniera di auto abbandonate”

“Da 7 anni vado in giro per l'Italia e all'estero alla scoperta dei luoghi più strani e misteriosi. Insieme a me, alcuni amici e la mia camera che documenta tutto quanto”. Parola di Matteo Grandi, in arte Teo Urbex, 29 anni, youtuber e fotografo biellese con la passione dell'urbex, ovvero l'esplorazione urbana di edifici, strutture artificiali e rovine andate perdute, o abbandonate, tra le sabbie del tempo.

“Mi ha sempre affascinato la ricerca di questi luoghi – sottolinea – All'inizio la scelta ricadeva su posti tranquilli in mezzo alla natura, ora sono attratto dai palazzi antichi e dalle storie particolari. Di solito mi affido all'istinto e al caso: viaggiando spesso per lavoro mi capita di imbattermi in posti particolari e, se mi incuriosiscono, me li segno per ritornarci. Anche il passaparola ha la sua rilevanza”.

Come accaduto nella sua ultima avventura. “Sono venuto a conoscenza di una miniera di ardesia, abbandonata e situata al confine tra la Francia e la Svizzera, visitata da alcuni esploratori che mi ha letteralmente conquistato – spiega – Diverse le immagini circolate in rete che mi hanno convinto a intraprendere questa escursione. Così, dopo aver scoperto la posizione della grotta, mi sono messo in viaggio con un mio amico. 4 ore e mezza di tragitto, finchè non ci siamo imbattuti in uno degli ingressi laterali della miniera”.

Una volta all'interno, i giovani “reporter” hanno dovuto affrontare un lungo labirinto di viuccole, cunicoli e diramazioni. “Ci ha messo alla prova ma fortunatamente erano segnate diverse frecce che ci hanno aiutato nell'orientamento – racconta – Dopo due ore di cammino, ci siamo imbattuti in decine e decine di automobili d'epoca, o di recente fabbricazione. Più di 50 auto, in parte abbandonate, altre danneggiate, con marchi storici come Polo, Golf, Maggiolini e Volkswagen. Non sono ancora stati chiariti i motivi per cui quei mezzi si trovassero lì. Nel web girano parecchie ipotesi ma il mistero resta”.

L'intera esperienza è stata condivisa sui propri canali social: “È stata sicuramente una delle più belle da me intraprese – confida – Ho aperto un portale YouTube per sciogliermi e prendere confidenza davanti alla telecamere. Se vogliamo a scopo terapeutico. Oggi, sono molto a mio agio e interagisco con oltre 12 mila persone, iscritte al mio canale. È un bel traguardo: forse la gente, come me, è attratta e incuriosita da ciò che non conosce. Sicuramente continuerò a produrre simili contenuti”.

g. c.

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