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ATTUALITÀ | 06 febbraio 2024, 06:50

Dopo la “Stonehenge del Piemonte” ritorna alla luce un nuovo sito medievale, è il borgo di Castronovo di Roppolo FOTO

Protagonisti i volontari dell'Associazione White Rabbit Event.

roppolo borgo

Dopo la “Stonehenge del Piemonte” ritorna alla luce un nuovo sito medievale, è il borgo di Castronovo di Roppolo FOTO

Ancora una volta l'intervento corale di alcuni volontari biellesi ha contribuito a riportare alla sua antica gloria uno dei più antichi siti medievali del basso Biellese. Si tratta del Borgo di Castronovo, situato nel comune di Roppolo. Nei giorni scorsi, muniti di decespugliatori, falci e motoseghe, soci e membri dell'Associazione White Rabbit Event si sono ritrovati di prima mattina per rimuovere erbacce e arbusti sul colle di San Giacomo, rendendo agevole la salita al colle con la realizzazione di diversi scalini in legno. Gli stessi si erano resi protagonisti lo scorso novembre con un analogo intervento alla Cava di Purcarel, sito archeologico di Viverone noto anche col nome di “Stonehenge del Piemonte”.

“Sul colle di San Giacomo si trovano le rovine di un borgo e del suo castello dell’XI secolo andato perduto nei boschi attorno Viverone – spiega la presidente dell'associazione Irene Belloni - Abbandonato in epoca medievale, divenne nei secoli successivi un luogo ricco di misteri e storie occultate. Sulla cima del colle, che si eleva di una quindicina di metri dal sottostante villaggio, ci sono i resti del castello e sono ancora ben visibili i tagli praticati al colle per renderne impervie le pendici. La vetta fu tagliata a picco, tutt'intorno per un altezza di 15 metri; inoltre, alle falde di questa, fu condotto un muro di cinta per il primo riparo. Sulla spianata, poi, gli avanzi rivelano l'esistenza di un castello in forma quadrata racchiudente case isolate ed una piccola cappella con una cripta. Tutto il quadrato non misurava che venti metri di lato ma a ricevere tutti gli abitanti del castello servivano le case poste sul colle, presso alle mura di cui esistono i ruderi, e che formavano un villaggio. Siamo contenti che un sito medievale che avrebbe potuto perdersi per sempre sta tornando alla luce. Siamo onorati di essere parte di tutto questo”.

g. c.

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