Questa settimana ho avuto il piacere di riascoltare il primo album in studio della band rock americana Counting Crows, “August and Everything After”. L’album datato 14 settembre 1993, è considerato uno dei migliori album di alternative rock degli anni novanta ed ha contribuito a lanciare la carriera dei Counting Crows.
Grazie a canzoni che trattavano temi quotidiani e malinconici, chitarre meno distorte e ritmi più lenti, il disco dei “Crows”, all’epoca entrò a gamba tesa nella scena musicale come alternativa al sound più aggressivo e selvaggio del grunge.
Melodie accattivanti e orecchiabili, testi poetici, canzoni evocative ed un’eccellente produzione hanno fatto sì che la band, guidata dalla figura carismatica di Adam Duritz (gran voce e gran forza narrativa), avesse la perfetta chimica per produrre questa pietra miliare della musica.
Per la band di San Francisco è stato un vero e proprio successo commerciale: in brevissimo tempo l’album ha raggiunto la prima posizione della Billboard 200 negli Stati Uniti, ha venduto oltre 9 milioni di copie, si è aggiudicato per ben sette volte il disco di platino, senza contare che ha ricevuto il benestare e l’elogio della critica. Insomma, un classico del rock moderno, nonostante siano passati trent’anni dalla sua pubblicazione continua ad essere apprezzato dai fan di tutte le età.
La canzone "Mr. Jones" è stata la più popolare, ha raggiunto la seconda posizione della Billboard Hot 100, una gran canzone, un gran disco: c'è un suono radicato nel rock americano più tradizionale (si sente la mano di T-Bone Burnett, vero guru del genere).
“August and Everything After” è un capolavoro, sicuramente un album speciale. Anche se non siete un fan del genere ne vale la pena ascoltarlo, è un classico che ha resistito alla prova del tempo. Vi consiglio di premere play qui sotto e di farvi trascinare dalle note e dalle dolci melodie dei “Crows”.
Il mio brano preferito: come la settimana scorsa, anche in questo caso non ci riesco. Una canzone non è sufficiente per identificare questo disco. Sicuramente le poetiche e melodiche “Round Here”, “Time & Time Again” e “Raining in Baltimore”, però “Mr. Jones” con quel suo giro di chitarra e quel “sha la la la” alla Van Morrison, è quella che ti fa venir voglia di alzare l’hi-fi a tutto volume! Anzi, alzi la mano chi non l’ha almeno una volta ballata una volta al Cancello? “Moonlight Shadow” di Mike Oldfield prima e “Mr. Jones” dopo (o viceversa) erano i cavalli di battaglia del DJ per far scatenare la pista, quanti ricordi… Ma questa è un’altra storia…
Voto: 9
Tracce:
1) Round Here - 5:32
2) Omaha - 3:39
3) Mr. Jones - 4:35
4) Perfect Blue Buildings - 5:01
5) Anna Begins - 4:31
6) Time & Time Again - 5:15
7) Rain King - 4:16
8) Sullivan Street - 4:30
9) Ghost Train - 4:03
10) Raining in Baltimore - 4:42
11) A Murder of One - 5:44
Totale: 52 minuti circa.
A voi è piaciuto?
Condividete e commentate, mi piacerebbe sapere le vostre considerazioni personali, sono curioso di sapere che cosa ne pensate non solo di “August and Everything After” ma anche dei Counting Crows e della loro musica!
Restate connessi, vi aspetto alla prossima recensione…














