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Ultim'ora | 14 luglio 2026, 21:31

Legge elettorale, bocciato emendamento preferenze: franchi tiratori decisivi, chi ha votato contro?

Legge elettorale, bocciato emendamento preferenze: franchi tiratori decisivi, chi ha votato contro?

(Adnkronos) -

Un solo voto ha fatto saltare l’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale e aperto un nuovo fronte di tensione politica. Alla Camera il testo sostenuto dalla maggioranza è stato bocciato con 187 voti favorevoli e 188 contrari al termine dello scrutinio segreto. Un risultato inatteso che ha fatto scattare la caccia ai franchi tiratori e alimentato lo scontro politico tra governo e opposizioni.  

Dopo la bocciatura, Giorgia Meloni ammette che nella maggioranza sono mancati alcuni voti e ha parlato della necessità di una riflessione. “Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", scrive la presidente del Consiglio sui social. 

Dopo il verdetto dell'aula, sono iniziati i calcoli. Chi ha votato contro? Chi sono i franchi tiratori? Secondo il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, i voti mancati alla maggioranza sarebbero circa 31. "Nessun franco tiratore c’è stato nella Lega", ha assicurato, escludendo che i deputati del Carroccio abbiano contribuito alla bocciatura dell’emendamento. Sul possibile coinvolgimento di altri esponenti del centrodestra, Molinari ha spiegato che al momento non ci sarebbero elementi per attribuire responsabilità precise. 'Mi chiedete di Vannacci? Bisogna sempre vedere se Fn ha votato come ha dichiarato..", taglia corto Molinari per poi ribadire: ''A quanto ci è dato sapere non ho movito di pensare che ci siano stati franchi tiratori nella Lega, lo escludo''. 

Di tutt’altro avviso il centrosinistra. Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico, punta il dito contro alcuni deputati di Fratelli d’Italia: "La maggioranza è andata sotto, e per la prima volta i deputati di FdI non seguono gli ordini di Giorgia Meloni. Con quell’emendamento FI e Lega avrebbe eletto solo i capilista bloccati. I franchi tiratori sono di FdI, terrorizzati dalle preferenze". Secondo Ricci, i franchi tiratori sarebbero tra i parlamentari contrari all’introduzione delle preferenze, considerate un rischio per gli equilibri interni ai partiti. 

Nel mirino anche il contenuto dell’emendamento. "Con l’emendamento c’erano i capilista bloccati, quindi i partiti piccoli avrebbero eletto solo loro mentre i partiti grandi, come FdI e PD, avrebbero eletto anche con le preferenze. - spiega - Questo significa che, mentre le opposizioni hanno votato contro perché ritenevamo che l’emendamento non rispondesse davvero al tema della preferenze, essendo un bluff per pochi seggi, i veri franchi tiratori si sono rivelati quelli FdI che temono le preferenze e non Forza Italia e Lega, tranquillizzati invece dal meccanismo dei capilista che avrebbero gestito anche senza preferenze. Mi pare un dato politico che aggrava ulteriormente la tenuta e la credibilità della maggioranza e del principale partito di destra". 

Dal centrodestra, Forza Italia respinge le accuse. Il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa ha escluso responsabilità interne al partito: "Non cercate tra di noi", dichiara, ribadendo che il gruppo sarebbe stato compatto e presente al momento del voto. "Al momento il testo è quello uscito dalla Commissione e quindi non c'è nessun impedimento strutturale per non proseguire, per non andare avanti. Il presidente Fontana ha ribadito questo: che dal punto di vista della struttura del provvedimento non ci sono impedimenti ad andare avanti. Le opposizioni hanno chiesto, come loro diritto, di sospendere. Ma noi riteniamo di andare avanti. Proseguiamo e vediamo". Si parla di una quarantina di franchi tiratori? "Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto. Sicuramente non cercate fra di noi", conclude Costa. 

 

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