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ATTUALITÀ | 21 maggio 2026, 17:20

Regione, Prefettura e Procura: c’è l’accordo per il sostegno ai testimoni di giustizia

Il presidente Cirio, il prefetto Cafagna e il procuratore Bombardieri: "Oggi dal Piemonte un segnale importante a favore della legalità e al fianco di chi sceglie di schierarsi dalla parte giusta".

Regione, Prefettura e Procura: c’è l’accordo per il sostegno ai testimoni di giustizia

Regione, Prefettura e Procura: c’è l’accordo per il sostegno ai testimoni di giustizia

È stato firmato questa mattina al Grattacielo Piemonte l’accordo tra Regione Piemonte, Prefettura di Torino e Procura della Repubblica per l’attuazione della misura regionale a sostegno dei testimoni di giustizia. A sottoscrivere il protocollo - il primo di questo tipo in Italia - il presidente della Regione Alberto Cirio, il prefetto di Torino Donato Cafagna, nel suo ruolo di coordinatore di tutte le prefetture del Piemonte, e il procuratore della Repubblica di Torino e della Direzione distrettuale antimafia, Giovanni Bombardieri.

Presenti, il vice presidente della Regione Maurizio Marrone, che ha anche la delega ai bene confiscati alla criminalità, il procuratore generale di Piemonte e Valle d’Aosta, Lucia Musti, la presidente della Corte d’Appello di Torino, Alessandra Bassi, il questore di Torino, Massimo Gambino, il generale di brigata,  comandante provinciale dei Carabinieri, Roberto De Cinti, il generale di brigata e delegato del comandante provinciale della Guardia di Finanza, Alessandro Langella e il presidente della Commissione Legalità del Consiglio regionale, Domenico Rossi.

«Il percorso è iniziato un anno fa, proprio in occasione della Giornata nazionale per le vittime di mafia, quando intervenendo a un evento organizzato dal Consiglio regionale, il procuratore Bombardieri aveva acceso un faro sui testimoni di giustizia che spesso rischiano la propria sicurezza, anche economica, e attendono a lungo le dovute e adeguate tutele da parte dello Stato – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Da allora è iniziato un lavoro di approfondimento, anche legislativo, che ha portato all’approvazione della misura di supporto ai testimoni di giustizia da parte della Regione Piemonte che è la prima e rappresenta un unicum nel panorama italiano. L’obiettivo di questa iniziativa – prosegue il presidente Cirio – è testimoniare, anche nei fatti, la vicinanza e il sostegno a chi sceglie di denunciare mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche la propria stabilità economica e familiare. A queste persone le istituzioni, e la Regione Piemonte in primis, vogliono essere vicine, affinché si sentano meno sole e possano essere sempre di più di esempio perché nessuno scelga di girarsi dall’altra parte. Questo accordo è anche un segnale di rispetto e riconoscimento al lavoro della magistratura nel contrasto alla criminalità e alla mafia e abbiamo scelto di firmarlo oggi, a pochi giorni dall’anniversario della strage di Capaci nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta».

 «L’intesa che si sottoscrive oggi trae il suo fondamento dalla comune convinzione che nel contrasto alla criminalità organizzata occorre fare leva su un forte spirito di collaborazione – ha evidenziato il prefetto Donato Cafagna - Tra le istituzioni, come dimostra il lavoro congiunto tra Prefettura, Regione e Procura, su un aspetto delicato e decisivo come quello dei testimoni di giustizia. Tra cittadini e Forze dell’Ordine ed Autorità giudiziaria per alimentare la partecipazione attiva al contrasto del crimine organizzato. Il Protocollo - primo a prevedere un supporto economico regionale in favore dei testimoni di giustizia -consentirà di anticipare e affiancare alle risorse statali, fin dal primo momento in cui si manifesta la collaborazione del testimone, un sostegno prezioso e utile nella lotta alla criminalità organizzata nelle diverse forme in cui si manifesta: economica, in materia ambientale, legata al traffico di stupefacenti».

 «La firma di oggi rappresenta un primo passo importantissimo, ci dice che la Regione e le istituzioni di questo territorio non si girano dall’altra parte e sono a fianco di denuncia e che da oggi si sente meno solo. E’ un segnale importante anche a tutta l’opinione pubblica perché ricorda che denunciare è fondamentale ed è il primo atto a tutela della legalità e della giustizia. Schierarsi dalla parte giusta significa quindi ristabilire regole di trasparenza, concorrenza e cultura della legalità nell’economia, regole che servono a tutto il sistema economico», ha spiegato il procuratore Giovanni Bombardieri.

 Intervengo alla cerimonia di firma, la presidente della Corte d’Appello, Alessandra Bassi, ha sottolineato che «quello di oggi è un momento di altissimo valore istituzionale perché quello del testimone di giustizia è un percorso difficilissimo che spesso comporta isolamento sociale e fragilità economica: questo è quindi segnale concreto e tangibile di vicinanza a queste persone e per il ripristino della legalità sul territorio». Il procuratore generale Lucia Musti ha poi evidenziato lo sforzo delle istituzioni di questo territorio nel contrasto alla criminalità e nel sostegno all’attività della magistratura. «Quella di oggi è una firma importante perché è la prima in Italia e consolida quel “modello Torino” che io porto ad esempio per il sostegno che è arrivato dalla Regione anche su altri fronti come il contributo economico di 500 mila euro per consentire che il processo di Brandizzo possa svolgersi a Ivrea, in un locale idoneo, e per lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi regionale per individuare lavoratori che sono andati in forza agli uffici giudiziari».

«In questi anni la Regione ha fatto la sua parte contro le mafie con azioni concrete, dall'aumento dei contributi per il riutilizzo sociale degli immobili confiscati ai clan, finalmente accessibili anche a piccoli comuni e associazioni di volontariato fino all'avvio del fondo anti-usura che sostiene i sovraindebitati a rimettersi in piedi scampando allo strozzinaggio della criminalità organizzata. E proseguiremo fino alla vittoria su ogni mafia», ha ricordato il vicepresidente della Regione, Maurizio Marrone.

 Nel dettaglio il protocollo prevede che la Regione, senza in alcun modo sovrapporsi al sistema nazionale di protezione e assistenza, possa intervenire, coordinandosi con Procura e Prefettura, con un contributo economico a favore dei testimoni di giustizia, qualora si verifichino condizioni di eccezionale emergenza che non consentano di attendere il periodo che intercorre tra il momento in cui il testimone ha reso la sua testimonianza e quello in cui la Commissione centrale per la definizione e l’applicazione per le speciali misure di protezione delibera lo status di testimone e fa scattare le tutele già previste dalla legge. L’obiettivo è offrire un sostegno economico mirato e flessibile, finalizzato a preservare condizioni di vita dignitose e a favorire la tenuta complessiva del percorso di collaborazione con l’autorità giudiziaria. Il contributo economico, pari a 3 mila euro, è assegnato al testimone di giustizia attraverso un conto corrente dedicato attivato dalla Prefettura di Torino con la garanzia di massima riservatezza sull’identità del beneficiario, con risorse a valere su una parte delle risorse del fondo anti-usura che complessivamente arriva a circa 800 mila euro.

c. s. Regione Piemonte g. c.

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