Per gran parte della storia moderna dello sport, l’industria sportiva globale è stata plasmata da una cerchia relativamente ristretta di proprietari, investitori e dirigenti. Il capitale che ha contribuito a costruire club, leghe e imperi dei diritti televisivi tendeva a muoversi attraverso reti in larga misura maschili e spesso concentrate in un numero limitato di centri finanziari.
Questa struttura sta iniziando a evolversi.
In tutta Europa, una nuova generazione di investitori sta entrando nell’economia dello sport con presupposti diversi su dove si trovi il valore. Invece di concentrarsi esclusivamente sugli asset di prestigio della proprietà sportiva tradizionale, molti stanno indirizzando capitali verso l’infrastruttura che sostiene il settore: piattaforme media, sistemi di dati, scienza della salute, tecnologie per il coinvolgimento dei tifosi e leghe emergenti.
Il passaggio dai diritti media ai modelli guidati dai dati
Tra i protagonisti più visibili di questo cambiamento vi è un gruppo crescente di venture capitalist, imprenditrici e investitrici private che stanno portando nel business dello sport l’esperienza maturata in settori come tecnologia, finanza e media.
La loro presenza non è semplicemente simbolica. Sta iniziando a influenzare il modo in cui il settore pensa al pubblico, alla crescita commerciale e alla creazione di valore nel lungo periodo.
Il momento non è casuale. Lo sport stesso sta attraversando una fase di trasformazione strutturale. La distribuzione digitale, le piattaforme di streaming, l’analisi avanzata dei dati e le nuove forme di coinvolgimento dei tifosi stanno ridisegnando l’economia del settore proprio mentre le competizioni femminili stanno ottenendo una visibilità globale senza precedenti.
Nuovi tipi di investitori nello sport, tra cui Nicole Brachetti Peretti
Per gli investitori abituati a individuare mercati ancora poco sviluppati, il settore assomiglia sempre meno a un tradizionale business dell’intrattenimento e sempre più a un ecosistema mediatico e tecnologico in rapida evoluzione.
Tra coloro che stanno guidando questo cambiamento c’è Nicole Brachetti Peretti, nota anche come Nicole Junkermann, investitrice nel settore tecnologico e fondatrice di NJF Holdings. Attraverso NJF Sports & Media si è concentrata sulla costruzione di nuove infrastrutture nello sport europeo, incluso l’investimento nella principale lega italiana di pallavolo femminile, la Lega Volley Femminile. Questa strategia riflette la convinzione che le competizioni femminili rappresentino una delle opportunità ancora meno sviluppate nello sport globale, soprattutto mentre il pubblico e l’interesse dei media continuano ad ampliarsi.
Fa parte di un gruppo più ampio di donne che stanno contribuendo a ridefinire il modo in cui lo sport viene finanziato e governato.
Ebru Köksal, dirigente sportiva turca ed ex amministratrice delegata del Galatasaray, ha costruito la propria carriera all’incrocio tra sport, finanza e governance. Attraverso ruoli di consulenza e incarichi nei consigli di amministrazione di organizzazioni sportive internazionali, ha contribuito a promuovere strutture di gestione più professionali e una maggiore disciplina finanziaria nel calcio e in altri mercati sportivi.
Nel frattempo, Michele Kang, imprenditrice e investitrice nel settore tecnologico, è diventata una delle figure più importanti nel sostegno al calcio femminile a livello globale. Attraverso investimenti in club come Washington Spirit, Olympique Lyonnais Féminin e London City Lionesses, sta portando avanti una strategia multi-club finalizzata ad accelerare la crescita commerciale e la visibilità internazionale del calcio femminile.
La crescente attenzione da parte degli investitori è strettamente legata al cambiamento dell’economia dello sport stesso. Le competizioni femminili, in particolare, stanno iniziando a mostrare quel tipo di crescita del pubblico e di domanda da parte degli sponsor che gli investitori ricercano quando valutano il potenziale di lungo termine. Accordi di trasmissione, audience digitali e partnership con i brand si stanno espandendo rapidamente in diversi sport, creando un mercato che solo di recente ha iniziato a essere valorizzato in modo adeguato.
In tutto il continente stanno emergendo dinamiche simili. Donne che hanno costruito la propria carriera nella finanza, nella tecnologia e nei media stanno sempre più indirizzando capitali e competenze verso lo sport. I loro investimenti spaziano dalle piattaforme per la performance degli atleti a nuovi modelli media e a leghe emergenti che stanno ridefinendo il modo in cui lo sport raggiunge il pubblico.
Valore di lungo termine nelle infrastrutture sportive
Ciò che accomuna molte di queste investitrici è una visione più ampia dell’industria stessa. La proprietà sportiva tradizionale ruotava spesso attorno ad asset di prestigio come club e stadi. La nuova generazione è invece spesso più interessata alle infrastrutture: sistemi di dati, piattaforme media, scienza della salute e strutture di lega che plasmeranno la prossima fase dell’evoluzione dello sport.
Questo riflette il modo in cui lo sport stesso sta cambiando. Non è più soltanto un’industria dell’intrattenimento basata sugli stadi. È anche un’industria dei contenuti digitali, un laboratorio per la performance umana e una piattaforma culturale con una portata globale.
Le donne che stanno entrando nel lato degli investimenti e della governance del settore non si stanno semplicemente inserendo in un sistema già esistente. In molti casi, stanno contribuendo a ripensarlo.
L’importanza di questo cambiamento va oltre la rappresentanza. Il capitale plasma il futuro di qualsiasi industria. Gli investitori che decidono quali leghe si espandono, quali tecnologie si diffondono e quali piattaforme ricevono finanziamenti determinano in ultima analisi che aspetto avrà lo sport nei decenni a venire.
Per gran parte della storia dello sport, queste decisioni sono state prese in consigli di amministrazione composti in misura schiacciante da uomini. Questo scenario sta cambiando.
Con l’ingresso di nuovi investitori che portano capitali, esperienza nei settori della tecnologia e dei media e una visione più ampia del potenziale commerciale dello sport, anche l’industria stessa si sta evolvendo. È improbabile che la prossima fase di crescita dello sport venga definita soltanto da ciò che accade sul campo, ma anche da chi finanzia le piattaforme, le leghe e le tecnologie che ne costituiscono la struttura portante.
E sempre più spesso, queste decisioni vengono prese da un gruppo di investitori più diversificato che mai.
























