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Running e Trail | 13 settembre 2026, 08:40

Quinto TOR330 per Enrico Correale: "Il traguardo è emozionante, ma lascia un senso di vuoto" FOTO

Quinta partecipazione e quarta consecutiva per l’atleta biellese: "Albe, tramonti e cieli stellati... giunti all'arrivo termina un'esperienza totalizzante"

Quinto TOR330 per Enrico Correale: "Il traguardo è emozionante, ma lascia un senso di vuoto"

Quinto TOR330 per Enrico Correale: "Il traguardo è emozionante, ma lascia un senso di vuoto"

Oggi Enrico Correale tornerà al via del TOR330 – Tor des Géants®. Per l’atleta biellese sarà la quinta partecipazione alla gara valdostana e la quarta consecutiva, sempre sulla distanza dei 330 km.

Correale si presenta alla partenza senza inseguire il cronometro o un risultato di classifica. A spingerlo è soprattutto la possibilità di immergersi ancora una volta nell’ambiente alpino e di assaporarne ogni attimo: "Il mio obiettivo non è mai il tempo, ma vivere questa esperienza e condividere tutto ciò che la montagna ci regala: le albe, i tramonti, i cieli stellati e lo spettacolo delle Alpi della Valle d’Aosta, che considero le montagne più belle d’Europa. Il tempo e il piazzamento passano in secondo piano".

La preparazione fisica resta fondamentale, ma nel racconto di Correale emerge soprattutto la dimensione emotiva del TOR. Durante le lunghe ore trascorse sui sentieri, la fatica porta inevitabilmente ogni atleta a confrontarsi con se stesso: "È un’esperienza coinvolgente, che ti mette a contatto con la natura e con il tuo io interiore. Nei momenti di difficoltà ti ritrovi a fare i conti con te stesso. Non ci si trova necessariamente in una situazione estrema, ma si impara a conoscere il proprio modo di reagire alla fatica".

Anche l’arrivo assume un significato più complesso di quanto si possa immaginare. Alla soddisfazione per aver raggiunto la meta si accompagna la consapevolezza che un viaggio intenso e totalizzante sia tristemente giunto al termine: "Le persone spesso non capiscono che il traguardo, molto spesso, non significa arrivo. Hai vissuto i giorni della preparazione, il periodo più lungo della tua vita... poi una settimana di forti emozioni, una sfida con te stesso, sensazioni e criticità che si vivono raramente. Alla fine sei chiaramente esausto, ma sai che presto tornerà la calma; tutto è terminato e rimane un po' di vuoto".

Dopo la gara il fisico deve smaltire lo sforzo, anche se il ritorno alla normalità, nel mio caso, è piuttosto breve. Il legame con quei luoghi, invece, non si interrompe: "Appena posso, cerco di concedermi una fuga in Valle d’Aosta e ripercorrere le tracce di quelle forti emozioni. Il TOR è anche un'occasione di incontro: conosci atleti provenienti da ogni parte del mondo. Lingue, culture e modi differenti di affrontare la prova si incrociano lungo i sentieri. Arrivano persone da altri continenti, si parlano lingue diverse e ciascuno vive la montagna con un approccio differente. Questo confronto è molto arricchente".

Per affrontare una distanza simile occorre abituare il corpo e la mente a rimanere a lungo all’aperto, gestendo il continuo alternarsi di salite e discese: "In questo periodo è importante concentrarsi sul volume, fare molti chilometri e prepararsi ad affrontare numerosi saliscendi. È fondamentale passare molte ore all'aperto e stare in montagna il più possibile".

"Gli allenamenti più preziosi - continua Correale - non sono necessariamente quelli affrontati nelle condizioni migliori: l’allenamento più utile è quello che fai quando sei stanco o non stai tanto bene. È in quei momenti che impari a gestire la fatica e le fasi di crisi... in gara ne affronterai diverse".

Fra gli aspetti più delicati, la gestione della forza e delle energie, specialmente nella fase iniziale, quando l’entusiasmo e la freschezza potrebbero indurre ad alzare troppo il ritmo: "All’inizio sei molto carico, forte ed energico. Devi però cercare di regolare il passo e programmare i riposi. Non è facile dosare le energie, ma bisogna imparare ad amministrarsi. All’attività sui sentieri si aggiunge un attento lavoro di pianificazione. Alimentazione, soste ed equipaggiamento devono essere valutati prima della partenza, cercando di considerare ogni possibile difficolta. C’è un lavoro a tavolino: il segreto è prevedere tutti gli imprevisti e cercare di fronteggiarli prima ancora della partenza".

G. Ch.

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