Una serata nel segno del ricordo, ma anche della voglia di stare insieme, proprio come sarebbe piaciuto a lui. Ieri giovedì 10 settembre, a Candelo, la Staffetta a Baraonda è stata dedicata alla memoria di Cristian Bonifacio, scomparso nel settembre dello scorso anno.
A rendere ancora più significativo il momento è stata la presenza della sua famiglia. La figlia Stella, affiancata dalla sorella Bianca, ha letto un testo scritto dalla mamma Silvia, un ricordo che ha ripercorso la personalità di Cristian e il suo forte legame con Candelo e con il mondo del volontariato. Parole che hanno raccontato un uomo sempre pronto a mettersi a disposizione, per la Pro Loco, per le feste e per le tante iniziative del paese. «C'era quando serviva una mano, quando c'era qualcosa da organizzare e anche quando semplicemente c'era da stare tutti insieme», si legge nel testo. Cristian amava definirsi, insieme agli altri volontari, «gente di Pro Loco»: persone capaci di alzarsi presto e tornare a casa tardi, di organizzare per mesi, correre, sistemare, ascoltare e coinvolgere anche le proprie famiglie. Una vera e propria «follia» vissuta con entusiasmo, quella stessa follia che Cristian aveva dentro e che, nel tempo, aveva finito per condividere anche con la moglie e le figlie.
Silvia ha ricordato anche quanto quella passione per Candelo abbia inevitabilmente coinvolto la famiglia, tra giornate, serate, weekend e feste. «Quando c'era qualcosa da fare per Candelo lui non sarebbe mai riuscito a tirarsi indietro», racconta la lettera. Cristian era tante cose insieme: marito, papà, figlio, fratello, amico e volontario. Una persona che, come viene sottolineato nel testo, «riusciva a sentirsi responsabile anche delle cose che forse non erano davvero una sua responsabilità». E guardando le tante persone presenti alla Staffetta a Baraonda, la famiglia ha potuto comprendere ancora una volta quanto Cristian abbia lasciato nella comunità. Da qui la scelta di ricordarlo non attraverso la tristezza dell'assenza, ma con una corsa, le persone e quella voglia di stare insieme che tanto lo rappresentava.
Nel ricordo c'è spazio anche per un sorriso, immaginando Cristian da qualche parte a osservare l'organizzazione della manifestazione e magari a borbottare perché qualcosa non è stato fatto come avrebbe voluto. «Finalmente siamo riusciti a organizzare qualcosa senza di lui», si legge scherzosamente nella lettera, prima della risposta che probabilmente lui stesso avrebbe dato: «Beh, sono stanco», a cui gli altri avrebbero replicato: «Ma se la manifestazione è appena iniziata».
Un momento, quello della lettura della lettera, particolarmente toccante, per i presenti, per la famiglia, per chi ha conosciuto Cristian e anche per la grande maturità dimostrata da Stella con a fianco la sorellina Bianca nel leggere le parole della mamma davanti alle persone riunite per ricordare il loro papà.
E alla fine, il messaggio che ha riassunto tutta la serata: «Cri, oggi possiamo dirlo tutti insieme, siamo gente di Pro Loco e questa follia in fondo ce l'hai insegnata tu. Buona corsa Cri, questa è per te».



























