Aprire la valigia dopo un lungo volo da oltreoceano e trovarsi di fronte alle fauci spianate di un rettile non è esattamente la routine dei controlli doganali a Caselle. Eppure, l'insolita scoperta fatta dai funzionari dello scalo torinese dimostra come la fantasia dei viaggiatori - e il mercato nero delle specie protette - non smetta mai di sorprendere. Quello che doveva essere un bizzarro trofeo da esibire in salotto si è trasformato in un incubo giudiziario per un passeggero italiano sbarcato sotto la Mole con un bagaglio a dir poco ingombrante.
Il piano di verifiche mirate sui voli a maggiore rischio ha permesso di intercettare l'uomo, arrivato a Caselle da Miami dopo uno scalo a Istanbul. Durante l'ispezione dei bagagli al seguito, i militari della Guardia di Finanza e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane hanno scoperto la testa essiccata di un rettile appartenente alla specie "Crocodylia spp". L'esemplare, avvolto in comune carta da pacchi per tentare di eludere le verifiche nello scalo di partenza, rientra tra le specie in via di estinzione rigorosamente tutelate dalla Convenzione di Washington (Cites).
Il reperto è stato immediatamente sottoposto a sequestro, mentre per il viaggiatore è scattata la denuncia a piede libero. L'accusa è di importazione non autorizzata di specie protette senza la necessaria licenza o certificazione, in violazione della Legge 150 del 1992. La condotta contestata prevede sanzioni pesantissime: l'uomo rischia ora un'ammenda che va da 20.000 a 200.000 euro oppure l'arresto da sei mesi a un anno.
In attesa di giudizio definitivo, si evidenzia che per l’indagato trova applicazione il principio della presunzione di innocenza.























