Biella compie un passo strategico verso la costruzione del nuovo Piano Regolatore Generale. La Giunta comunale ha approvato lo schema di accordo con il Politecnico di Torino, che affiancherà il Comune nell'elaborazione degli scenari di trasformazione urbana destinati a delineare il futuro della città.
L'obiettivo della collaborazione è andare oltre il tradizionale strumento urbanistico, costruendo una visione condivisa di sviluppo capace di orientare le trasformazioni urbane, ambientali, economiche e sociali di Biella nei prossimi anni. Il Politecnico metterà a disposizione le proprie competenze scientifiche e di ricerca per supportare il Comune nella definizione delle strategie che costituiranno la base del nuovo PRG.
Il nuovo Piano Regolatore sarà il documento che definirà come crescerà Biella nei prossimi decenni: dove sarà possibile costruire, quali aree saranno destinate a servizi, imprese e spazi verdi, come rigenerare i quartieri e quali interventi programmare per rendere la città più attrattiva, sostenibile e vivibile. L’ultima revisione parziale fu attuata nel 2007.
“Stiamo investendo nella pianificazione del futuro della città – sottolinea il sindaco Marzio Olivero – perché le scelte urbanistiche che faremo oggi avranno effetti per molti anni. Per questo abbiamo voluto coinvolgere una delle più autorevoli istituzioni universitarie italiane nel campo dell'urbanistica. È una scelta di metodo: costruire il nuovo Piano Regolatore su basi scientifiche, con una visione ampia e con l'obiettivo di consegnare ai biellesi una città più competitiva, vivibile e capace di attrarre opportunità”.
“Con questo accordo – dichiara l'assessore all'Urbanistica Amedeo Paraggio – iniziamo un percorso che guarda ai prossimi decenni. Il nuovo Piano Regolatore non sarà soltanto un insieme di norme, ma uno strumento capace di interpretare le esigenze della città, valorizzarne le potenzialità e programmare uno sviluppo sostenibile, moderno e condiviso. La collaborazione con il Politecnico di Torino rappresenta una garanzia di qualità e di innovazione metodologica”.
























