(Adnkronos) - Abiti eleganti, versi enigmatici e un’estetica minimale. Se non avete mai sentito parlare degli Interpol, è il momento di prestare attenzione. Perché poche band sono riuscite a lasciare un segno così profondo nel rock alternativo degli ultimi vent’anni, pur restando lontane dalle logiche dell’industria musicale. La formazione newyorkese approda al Sequoie Music Park di Bologna per l’unico concerto italiano da headliner del 2026. Una data che arriva a un giorno dall’appuntamento di Firenze come special guest dei My Chemical Romance e a poche settimane dall’uscita del nuovo album 'This Mirror Weighs a Ton', prevista per il 28 agosto. Anche la cornice contribuisce all’atmosfera della serata. Il Sequoie Music Park si conferma una venue raccolta, delle dimensioni giuste per questo tipo di concerto: ingressi scorrevoli, spazi vivibili e un’organizzazione efficace.
Quando nel 2002 gli Interpol pubblicarono 'Turn On the Bright Lights', New York stava vivendo una nuova stagione creativa. Mentre The Strokes, Yeah Yeah Yeahs e LCD Soundsystem ridefinivano il panorama indie della città, Paul Banks, Daniel Kessler e Sam Fogarino sceglievano una strada più introspettiva. Quel disco, seguito dal successo di 'Antics', superò il mezzo milione di copie vendute e trasformò gli Interpol in uno dei nomi simbolo del revival post-punk. Brani intensi ma capaci anche di diventare colonne sonore delle serate indie segnarono il loro successo. L’uscita del bassista Carlos Dengler segnò una svolta, aprendo un decennio di album solidi, coerenti e apprezzati dalla critica seppur lontani dal clamore degli esordi. Dal vivo, nel frattempo, gli Interpol hanno continuato a costruire la propria reputazione. Il merito è dell’esecuzione impeccabile e di un’atmosfera capace di trasportare il pubblico dentro il loro universo.
Le luci blu e rosse che avvolgono il palco, una mirrorball alle spalle delle tastiere e Paul Banks illuminato soltanto da due sottili fasci di luce al suo ingresso fanno da cornice a uno show tirato e senza sbavature. La band suona per gran parte della serata nella penombra, con i fari alle spalle che trasformano i musicisti in sagome scure. Daniel Kessler accompagna ogni riff con il suo caratteristico movimento sincopato della chitarra, mentre Banks, occhiali da sole per tutta la durata del concerto e capelli platino tirati all’indietro col gel, mantiene il consueto aplomb. Accanto al trio, la formazione dal vivo è completata da basso e tastiere, che contribuiscono a dare maggiore profondità al suono. Accanto a Banks e Kessler, non c’è Sam Fogarino ma Matt Barrick (The Walkmen). Lo storico batterista, nel 2023 è stato costretto a interrompere l’attività live dopo un intervento alla colonna vertebrale. Nonostante il buon esito dell’operazione, l’anno successivo aveva spiegato ai fan di essere ancora alle prese con problemi di salute, motivo per cui prima Urian Hackney e ora Matt Barrick lo sostituisce in questa tournée.
Nel set, 'My Desire', 'Evil', 'Slow Hands', 'C’mere' e 'Rest My Chemistry' sono sostenute da linee di basso ipnotiche, intrecci di chitarra e dalla voce baritonale di Banks, elemento distintivo del gruppo. Da 'Turn On the Bright Lights' arrivano anche 'The New' e la malinconica 'Obstacle 1', accolta da uno degli applausi più sentiti della serata. Dal pubblico qualcuno invoca 'Obstacle 2' ma invano; la band passa senza esitazioni alle prime note di 'NYC', tenendo alto il ritmo del concerto. Le parole sono ridotte al minimo. Banks si concede a qualche semplice "grazie mille" pronunciato in italiano e un "è bello essere tornati" preferendo far parlare la musica. Del resto, negli ultimi due anni la band ha continuato a consolidare il proprio rapporto con il pubblico internazionale, esibendosi come headliner in arene e festival tra Europa, America Latina e Asia, fino al concerto davanti a oltre 200mila persone a Città del Messico e alla partecipazione al Coachella.
Dopo aver celebrato negli anni gli anniversari dei propri album più iconici con tour dedicati, gli Interpol continuano a riempire le arene, condividendo il cartellone con altri protagonisti della scena indie dei primi anni Duemila come i Bloc Party, con i quali torneranno in tour in autunno in Europa e Uk. Quanto all'album in arrivo, 'This Mirror Weighs a Ton', prodotto da Andrew Wyatt e mixato da David Fridmann, rappresenta uno dei cambiamenti più significativi del percorso della band. Registrato nel Lower East Side di Manhattan, segna il ritorno degli Interpol nella loro città per la realizzazione di un album dopo oltre dieci anni. Senza rinunciare alla propria identità, il trio amplia il linguaggio musicale introducendo archi, strumenti a fiato, armonie vocali stratificate, chitarre acustiche e interventi di sound design.
Nell'attesa, il concerto di Bologna dimostra che gli Interpol non vivono di rendita. I nuovi brani 'See Out Loud' e 'Wings on Fire', trovano spazio accanto ai classici in modo naturale e vengono accolti con entusiasmo. Tra testi poetici e volutamente ambigui, la band newyorkese continua a rimanere una presenza unica nel rock contemporaneo e soprattutto non si abbandona facilmente alla nostalgia. (di Federica Mochi)























