Umani. Cosa ci tiene ancora insieme? È la domanda con cui Bolle di Malto ha accompagnato la sua undicesima edizione. E le 150 mila presenze registrate nei cinque giorni delle grandi piazze sono certamente il primo dato da cui partire. Ma non quello a cui fermarsi.
Perché una manifestazione cresce davvero quando, oltre alle persone che riesce a portare in piazza, cresce la sua capacità di creare relazioni, generare contaminazioni e mettere in connessione mondi differenti. È la direzione che Bolle di Malto ha intrapreso negli anni.
La birra artigianale resta la radice, il linguaggio originario, il prodotto intorno al quale tutto è nato. Ma non è un confine. Intorno a quella radice oggi si incontrano gastronomia e cultura, impresa e sociale, musica e scienza, artigianato e innovazione, tradizioni e nuovi linguaggi. È proprio nell’incontro tra questi mondi che Bolle di Malto trova oggi una delle sue espressioni più interessanti. La birra diventa un punto di connessione: racconta chi la produce e i territori da cui nasce, incontra il cibo e il saper fare, apre conversazioni sull’impresa, sull’innovazione, sui nuovi consumi e sulla sostenibilità. Un prodotto dalle mille sfumature che diventa così occasione di conoscenza, relazione e scoperta, capace di parlare anche a pubblici diversi senza perdere la propria identità.
È forse questa una delle eredità più interessanti di Bolle di Malto 2026: la capacità di far dialogare mondi differenti mantenendo un’identità riconoscibile.
“Le 150 mila presenze ci emozionano enormemente, ma un evento non può misurare la propria crescita soltanto contando quante persone riesce a portare in una piazza” – spiega Raffaele Abbattista, co-ideatore e organizzatore di Bolle di Malto. “Quest’anno ci siamo chiesti cosa ci tiene ancora insieme. Credo che una parte della risposta stia proprio nella capacità di creare relazioni: far incontrare persone, competenze ed esperienze che normalmente appartengono a mondi differenti e vedere cosa possono generare insieme. La birra artigianale rimane la nostra radice, ma intorno a quella radice vogliamo continuare a costruire cultura, comunità e nuove connessioni”.
Un percorso che trova una delle sue espressioni più significative nel Salone Italiano della Birra. Nato lo scorso anno e affermatosi nel 2026, il Salone ha messo in relazione la dimensione popolare della manifestazione con quella professionale, riunendo produttori, imprese, istituzioni, università, associazioni di categoria e professionisti attorno ai temi che stanno trasformando il settore: filiera, energia, sostenibilità, formazione, innovazione e nuovi consumi.
“È proprio il Salone una delle grandi sfide che abbiamo davanti” – continua Abbattista. “Quest’anno si è affermato, ma adesso deve crescere. Vogliamo rafforzarne la dimensione nazionale, coinvolgere sempre di più l’intera filiera e costruire un luogo nel quale il mondo brassicolo italiano possa incontrarsi, confrontarsi e immaginare il proprio futuro. La sfida sarà farlo senza perdere ciò che rende Bolle diversa: la capacità di tenere insieme la dimensione professionale e quella popolare, gli addetti ai lavori e il grande pubblico, il contenuto e la piazza. Non vogliamo costruire qualcosa per pochi, ma far crescere la cultura della birra rendendola sempre più aperta e accessibile”.
Perché Bolle di Malto continua a essere anche un osservatorio sui cambiamenti che attraversano il mondo della birra artigianale. Cresce l’attenzione alla qualità, alle materie prime, agli abbinamenti, alle produzioni analcoliche, alla sostenibilità e a un consumo sempre più consapevole. Il bicchiere diventa il punto di arrivo di una filiera, ma anche l’inizio di un racconto che parla di agricoltura, lavoro, innovazione, impresa e territori.
Ed è proprio nelle persone, da sempre al centro di Bolle di Malto, che la domanda scelta per il 2026 trova il suo significato più profondo. Umani non introduce una nuova vocazione. Le dà un nome e, soprattutto, pone una domanda.
La risposta è anche negli oltre 40 volontari, negli studenti e nei giovani coinvolti, nei progetti di inclusione, nelle associazioni e nelle realtà sociali, nelle Pro Loco, negli artigiani, nei birrifici artigianali, nelle cucine di strada, nelle imprese e nelle istituzioni che hanno contribuito a costruire questa edizione. Non categorie semplicemente messe una accanto all’altra, ma persone, competenze e sensibilità differenti che scelgono di condividere uno spazio e un progetto.
È questo, in fondo, il significato più autentico dell’inclusione per Bolle di Malto. Non un tema da inserire nel programma, ma un modo di costruire la manifestazione: aperta, gratuita, intergenerazionale, capace di far convivere profit e non profit, intrattenimento e cultura, grandi realtà e piccole comunità.
Le 150 mila presenze assumono allora un significato diverso. Non soltanto un risultato quantitativo, ma il segnale di un bisogno molto semplice e profondamente contemporaneo: trovarsi.
In un tempo nel quale una parte crescente delle nostre relazioni passa attraverso uno schermo, una piazza piena di persone diverse che condividono la stessa musica, un bicchiere, un tavolo, una conversazione o semplicemente qualche ora della propria giornata conserva un valore che va ben oltre qualsiasi dato di affluenza.
Forse è proprio qui che Bolle di Malto trova oggi la propria direzione: continuare ad allargare ciò che può accadere intorno alla birra artigianale senza perdere ciò da cui tutto è partito. Creare connessioni tra mondi che normalmente si parlano poco. Portare la cultura del prodotto fuori dai suoi confini abituali. Fare convivere leggerezza e contenuto, grande pubblico e approfondimento, divertimento e responsabilità.
È da questa consapevolezza che Bolle di Malto guarda già avanti. Non con l’obiettivo di essere semplicemente più grande, ma con quello di continuare a crescere nelle relazioni, nei contenuti e nella capacità di generare incontri. La prossima sfida è già cominciata. Bolle di Malto dà appuntamento al 2027, dal 2 al 13 settembre.
Bolle di Malto | Salone Italiano della Birra 2026 è realizzato con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Provincia di Biella, Comune di Biella, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, ATL Terre dell’Alto Piemonte, Fondazione Biellezza, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Cordar, Unione Industriale Biellese, Confartigianato Biella, GAL Montagne Biellesi, CNA Biella, CO.S.R.A.B. e Consumerismo; con Errebi Creative in qualità di Main Sponsor e partner dell’allestimento e con il sostegno degli sponsor Lauretana, Edison Energia, Pasticceria Massera, Cooperativa Sociale Orso Blu, MCL Biella Duomo. Partner tecnici e media partner della manifestazione sono UNPLI Biella, Biella Jazz Club, BI-Box, NG Service, Marazzato, Mondoffice, Fondazione FILA Museum, ASAD Biella, Il Biellese, Radio Gold e Gold Play, NewsBiella.


































