Dopo gli interventi dei consiglieri, il dibattito in Consiglio comunale sul futuro del mercato di Biella oggi 7 settembre è proseguito con le parole degli assessori coinvolti nel progetto di trasferimento da piazza Falcone a piazza Vittorio Veneto. La maggioranza ha difeso la scelta dell'amministrazione, rivendicandone il carattere politico e strategico per il futuro della città.
A intervenire per prima è stata l'assessore al Commercio Anna Pisani, che ha chiarito la posizione della Giunta: «La decisione di trasferire il mercato non è una scelta meramente logistica, è una scelta politica per il futuro della nostra città. La nostra amministrazione crede fortemente nel progetto e ce ne assumiamo la responsabilità». Secondo l'assessore, la decisione finale spetta a chi amministra, pur partendo dal confronto e dai tavoli di lavoro. «Le scelte passano chiaramente dai tavoli di lavoro, ma la scelta deve essere di chi governa, di chi ha avuto il consenso dei cittadini», ha sottolineato. Pisani ha quindi rivendicato il coraggio di intervenire nonostante dubbi e preoccupazioni: «Il compito della politica non è quello di fermarsi alla paura del cambiamento. Noi dobbiamo valutare pro e contro, dubbi e preoccupazioni, ma alla fine avere il coraggio di scegliere». E sugli obiettivi del trasferimento ha aggiunto: «Non lo spostiamo per capriccio. Ci sono obiettivi specifici e precisi: migliorare la qualità dello spazio pubblico, aumentare l'attrattività del centro e produrre benefici». Portare il mercato in piazza Vittorio Veneto, secondo l'assessore, significherebbe anche «ridare una funzione associativa al mercato stesso».
Nel corso della seduta è intervenuta anche l'assessore all'Ambiente Livia Caldesi, che ha affrontato le polemiche legate al verde pubblico e, in particolare, alla rimozione dei melograni e alla questione dei ciliegi. «Si mistifica la realtà», ha affermato Caldesi parlando dei melograni, spiegando che nella precedente collocazione le piante sarebbero state in condizioni difficili. «Se piantati in piccole aiuole non possono rinfrescare l'aria, rinfrescano se messi in spazi ampi». L'assessore ha quindi rivendicato la scelta di trasferirli e ripiantarli nell'area della scuola XXV Aprile. Caldesi ha respinto anche l'idea che lo spostamento degli alberi possa determinare un abbassamento delle temperature e ha definito «spropositata» la polemica sui ciliegi. «A tutti piacciono piante, fiori, verde, ma diventa un'ossessione», ha detto, aggiungendo: «Tutti ormai parlano solo di verde». L'assessore ha ricordato che i ciliegi di cui si sta parlando siano 48 e che «15 sono già stati sostituiti», sostenendo inoltre che alcuni esemplari erano già morti prima di raggiungere la loro età media. «Sono morti anche due ciliegi davanti allo chalet e nessuno ha detto nulla», ha aggiunto. Per Caldesi, la campagna sul verde avrebbe finito per ostacolare il confronto: «Una campagna accanita sugli alberi ha impedito il dialogo ed è decisamente fuori dalle righe».
Sul progetto è intervenuto infine l'assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti, che ha illustrato gli interventi previsti in piazza Vittorio Veneto in funzione del trasferimento del mercato. «È una strada precisa che intendiamo percorrere in continuità con la Giunta precedente», ha spiegato, ricordando anche le battaglie politiche legate alla collocazione del mercato. «Io ho vissuto battaglie quando è stato portato il mercato a Sud. Noi abbiamo messo in campo un progetto per porre rimedio a questo scempio che era stato fatto». Castagnetti ha quindi illustrato alcuni degli interventi previsti, a partire dalla pavimentazione e dalla realizzazione di una nuova fontana. Quando sarà presente il mercato, la fontana verrà asciugata per consentire il passaggio dei mezzi. Il progetto, ha spiegato l'assessore, è stato inserito nel più ampio programma di migliorie della città, con lavori pensati anche in funzione del futuro spostamento del mercato. Castagnetti ha infine ricordato le battaglie portate avanti decenni fa per mantenere il mercato in centro, quando le amministrazioni precedenti ne decisero il trasferimento nell'attuale sede. «Ora cerchiamo di porre rimedio», ha concluso.























