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ATTUALITÀ | 07 settembre 2026, 18:50

Mercato, le categorie chiedono dati e concretezza: "Prima le analisi, poi le decisioni" VIDEO

Mercato, le categorie chiedono dati e concretezza: "Prima le analisi, poi le decisioni"

Mercato, le categorie chiedono dati e concretezza: "Prima le analisi, poi le decisioni"

Il confronto si è acceso a Palazzo Oropa con gli interventi delle associazioni di categoria e dei rappresentanti degli ambulanti, accompagnati da ripetuti applausi. Al centro, la richiesta di sostenere l’eventuale trasferimento del mercato con dati verificabili, valutazioni economiche e un percorso di confronto con gli operatori.

Confesercenti Biella ha illustrato la crisi del commercio di prossimità e il valore dei mercati come presidi economici e sociali. Piazza Falcone rientra nel Distretto urbano del commercio ma, secondo l’associazione, l’ipotesi di trasferimento non sarebbe mai stata discussa nella relativa cabina di regia.

I rappresentanti delle associazioni di categoria ricordano che sull’area sono già state investite risorse pubbliche, dal rifacimento dei sottoservizi al riordino concluso nel 2024, con una nuova disposizione dei banchi e ulteriori parcheggi. Abbandonare questa impostazione, secondo Confesercenti, significherebbe disperdere gli investimenti compiuti e indebolire un mercato frequentato da clienti provenienti dall’intera provincia.

FIVA Confcommercio ha chiesto di distinguere la riqualificazione dei Giardini Zumaglini dal trasferimento degli ambulanti. Piazza Falcone, evidenziano, dispone già di parcheggi, accessibilità veicolare e un’organizzazione consolidata. Da qui la richiesta di uno studio sul traffico, di un piano per la sosta, di un’analisi economico-commerciale e di una verifica della funzionalità della nuova area.

Non sarebbe sufficiente, secondo la federazione, dimostrare su una planimetria che tutti i posteggi possono essere collocati: occorre verificare che gli operatori riescano ad arrivare, scaricare, lavorare e accogliere i clienti in condizioni almeno equivalenti a quelle attuali. "Prima i dati e poi la decisione... non il contrario", è stata la richiesta rivolta all’amministrazione.

CNA Biella ha riferito le preoccupazioni delle imprese e chiesto che in piazza Falcone venga mantenuto almeno un presidio parziale. Su questo punto, l’associazione ha dichiarato di avere ricevuto rassicurazioni dal sindaco e dall’amministrazione, mentre resta da definire per quanti giorni il mercato continuerebbe a svolgersi nell’area. Confermata anche la disponibilità a collaborare con il Comune e con le altre categorie per individuare soluzioni condivise.

GOIA Biella ha proposto l’istituzione di un tavolo consultivo che riunisca amministrazione, associazioni e operatori. Tra le priorità indicate figura l’accessibilità per anziani e persone con disabilità, categorie che costituiscono una parte importante della clientela. L’associazione ha inoltre respinto come denigratorie alcune espressioni utilizzate nei mesi scorsi nei confronti degli ambulanti.

Particolarmente concreto l’intervento del settore alimentare. Una rappresentante ha spiegato che piazza Falcone genera oltre tre quarti del fatturato della propria attività: "Non stiamo discutendo soltanto di spostare dei banchi, ma del futuro delle nostre imprese". Il timore è che una minore accessibilità possa cambiare abitudini consolidate e allontanare parte della clientela, facendo ricadere sugli operatori il rischio economico dell’operazione.

La proposta è mantenere e migliorare il mercato del lunedì, giovedì e sabato in piazza Falcone, lavorando parallelamente al rilancio delle giornate del martedì e del venerdì in centro, anche attraverso parcheggi gratuiti e un bando che favorisca l’arrivo di nuovi operatori.

I produttori diretti hanno infine chiesto quale destinazione sia prevista per piazza Falcone dopo l’eventuale trasferimento e quali conseguenze vi sarebbero per il piazzale di Città Studi. Interrogativi che, secondo la categoria, devono trovare risposta prima di modificare un sistema commerciale consolidato.

Pur con accenti differenti, dagli interventi è emersa una posizione comune: il mercato non può essere considerato una semplice disposizione di stalli, ma un equilibrio costruito nel tempo tra imprese, lavoratori, clienti, servizi e accessibilità.

G. Ch.

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