(Adnkronos) - Mentre il mondiale di F1 fa tappa in Ungheria ed il leader del campionato, Kimi Antonelli, è concentrato sull’ultimo fine settimana di gara prima della pausa estiva, emerge una notizia su una causa che lo sta interessando da oltre un anno. Il pilota italiano, infatti, è stato citato in giudizio nel 2025 presso il Tribunale di Bologna dal suo ex manager Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo Minardi, ha intentato una causa volta per ottenere i compensi non percepiti e un risarcimento da parte di Antonelli per il recesso unilaterale dall’accordo di gestione con il suo manager prima dell’ingresso nella massima serie. "Giovanni Minardi ha sofferto enormemente per quanto accaduto e si è rivolto alla giustizia ordinaria perchè era rimasta l'unica via", ha spiegato all'Adnkronos Mattia Grassani, legale del manager Giovanni Minardi. "Tanti anni di lavoro, sacrifici e investimenti sul giovane pilota meritavano ben altro riconoscimento. La strada della giustizia ordinaria è stata una scelta obbligata".
"Si tratta di un procedimento pendente da quasi un anno, molto complesso, e per il quale si sono già celebrate numerose udienze e che vede contrapposti, Giovanni Minardi e Kimi Antonelli con i genitori per l'inadempimento del contratto di manager conferito al minorenne Kimi e dai genitori parecchi anni fa, rispetto al quale quando il pilota passò in Mercedes, e il team Antonelli ritenne che non ci fossero più le condizioni per proseguire. Di qui è nata la controversia", ha aggiunto Grassani. "Ci sono state opportunità per definirla stragiudizialmente, ma le offerte formulate sono state ritenute irricevibili dall'ex manager, il quale ha dato ampia disponibilità, ma purtroppo, non si è arrivati a trovare un punto d'incontro. Non è solo una questione economica, ma anche e soprattutto di rispetto e di principi, visto che Giovanni Minardi ha creduto in un pilota all'epoca sconosciuto, lo ha seguito fin dagli otto anni ed è stato colui che poi ha favorito la carriera che adesso sta facendo, presentandolo prima alla Ferrari e poi alla Mercedes", ha sottolineato Grassani che ha aggiunto come questa sia stata "una scelta obbligata perché tutte le altre strategie e gli altri percorsi che potevano essere compiuti non si sono realizzati. La giustizia ordinaria ha rappresentato l'extrema ratio, ma l'unica via percorribile per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni da parte di Giovanni Minardi. Confidiamo nell'accoglimento delle ragioni fatte valere dall'ex manager avanti al Tribunale di Bologna e anche in un felice esito della causa civile", ha concluso il legale.
























