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Biellese Magico e Misterioso | 13 gennaio 2019, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: La chiesa di Rosazza “voluta dagli spiriti” e la villa massonica del clown Grock ad Imperia

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: La chiesa di Rosazza “voluta dagli spiriti” e la villa massonica del clown Grock ad Imperia

La nostra “Bürsch” é diventata nota in tutto il mondo per la singolare chiesa di Rosazza, ufficialmente cattolica ma occultamente impregnata di simboli massonici.

La ‘scoperta’ di questo originale edificio si deve a due validi studiosi come Angelo Stefano Bessone e Sergio Trivero che ne hanno rivelato tutti i misteri nel libro “Il segreto della rosa. Una chiesa tra spiritismo e massoneria” pubblicato nel 2001 dal “Centro Studi Biellesi”, da tempo esaurito e che meriterebbe una nuova edizione.

E’ ormai noto che il luogo di culto é stato edificato a fine Ottocento “per ispirazione del mondo degli Spiriti” dall’incontro delle cospicue sostanze del senatore Rosazza con l’inventiva di Giuseppe Maffei che fantasia ne aveva da vendere ed é una chiesa con numerosi simboli esoterici abilmente occultati, compresa una grande svastica in pietra sulla facciata,

Oltre che dalla stella a cinque punte, la chiesa é zeppa in ogni dove di rose, simbolico richiamo del cognome del donatore ma anche il fiore considerato “il più delicato e più gentile degli emblemi massonici”; sulle colonne del presbiterio compaiono dei fiocchi che paiono evocare la “catena d’unione” delle tornate rituali delle Logge; il soffitto del tempio é interamente stellato come nelle Logge massoniche; il piazzale antistante ha mosaici con stelle, ‘lacrime’ e scala e vi si accede da una salita, la “Via pulchra” che porta verso due portali sovrastati dalla stella a cinque punte e da una svastica o croce gammata “che era originariamente l’emblema della rotazione delle Sette Stelle della Grande Orsa intorno alla Stella Polare ed il simbolo dell’Altissimo Dio che ivi regna e dirige l’universo visibile”.

E via di questo passo.

Su uno dei battenti del tempio va notato “il pannello quinto con la margherita che sovrasta una corona turruta con merli guelfi: “Una pretiosa margarita”. Vien quasi da pensare alla ‘preziosa’ donna di Dolcino che ebbe quel nome e sovrastò (idealmente) il potere papale (guelfo). Formata da una scacchiera di otto pannelli, quell’entrata è detta “La porta dei giusti”.

Ma “il punto cruciale” della chiesa (che quando venne terminata non venne consacrata dal Vescovo di Biella) è una lapide posta in bella vista sulla facciata con la scritta “Redempta Italia” perché quello specialissimo santuario “veniva eretto quasi in seguito ad un ex voto per la presa di Roma”.

L’evento estremo e risolutore dell’azione, occulta e militare, della consorteria liberomuratoria contro la Chiesa cattolica.

Sempre nel paese di Rosazza, i due fratelli d’arte muraria fecero collocare anche diverse fontane, tutte sovrastate da tre stelle. Quella detta “della Fede” collocata davanti alla chiesa ha, seminascosti sul fondo della vasca, i tre puntini nella ben nota disposizione triangolare massonica.

Il lettore più avvertito noterà che l’accostamento della rosa al simbolo cristiano forma il termine “Rosacroce”.

La chiesa di Rosazza è diventata famosa come esempio di architettura iniziatica, ma non é l’unico edificio eretto con caratteristiche esoteriche.

Le vie dell’esoterismo passano anche per le onde dell’immenso mare burrascoso e sono approdate imprevedibilmente sulla Riviera Ligure.

Celebre in tutta Europa con il nome d’arte di “Grock” e considerato dai critici il più grande ‘clown’ di tutti i tempi, l’artista circense Charles Adrien Wettach era membro della “Grande Loggia svizzera Alpina” oltre che del “Grande Oriente” di Parigi dove “assiste[va] regolarmente alle riunioni della sua loggia”.

Durante il Ventennio, dopo essersi unito in matrimonio con la cantante Ines Ospiri originaria di Garessio, il celebre artista s’era trasferito in Riviera, aquistando una piccola villa sulle colline retrostanti Oneglia.

Coadiuvato dal geometra Armando Brignole di Genova, Grock aveva ampliato la palazzina trasformandola in un vero e proprio palazzo signorile e creato tutt’attorno un meraviglioso parco, realizzandoli seguendo misteriosi criteri architettonici ed artistici ispirati apertamente alla simbologia del circo ma in realtà nascondendone un’altra, massonica ed esoterica.

Al centro del giardino, su un laghetto affascinante é stato costruito un tempietto che secondo quanto sottolineato da Andrea Dani in un prezioso ed accurato studio, “rimanda alla pratica dell’esoterismo” come una singolare fontana piena di emblemi iniziatici mentre all’interno del maestoso edificio non mancano “intricate simbologie astrologiche su fondo blu ad imitazione della volta celeste” come nelle Logge e sulle pareti l’intonaco richiama una figurazione massonica.

Visitandolo in pieno Ventennio fascista, il fascino intrigante dell’edificio aveva colpito un celebre giornalista torinese che si era sentito “in una atmosfera che non pare di questa terra”.

Lo splendido edificio venne saccheggiato dopo la fine del conflitto quando Grock era stato costretto a tornare in Svizzera anche perché osteggiato dal popolino ignorante del posto che lo aveva soprannominato spregevolmente “l’inglese”, lo considerava un riccone da sfruttare e non comprendeva il valore della sua arte circense.

Dopo la morte di Grock e della moglie, l’edificio doveva cadere in rovina e veniva nuovamene saccheggiato finché non é stato acquisito nel 2002 dalla Provincia di Imperia che ha finanziato un accurato restauro nel rispetto delle caratteristiche originali, aprendolo al pubblico e favorendo la realizzazione al suo interno del “Museo del Clown”.

La villa esoterica di Imperia merita davvero una visita.

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Per prime notizie su “Villa Grock” segnaliamo un libro appena pubblicato da “Storia Ribelle”.

Roberto Gremmo

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