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| domenica 06 luglio 2014, 08:37

DELITTI & MISTERI Giorgio Aiazzone

Il 6 luglio del 1986 il "re dei mobili" precipita con l'aereo. Con lui morirono il pilota e un magistrato

Giorgio Aiazzone con la moglie Rosella Piana (Foto archivio Il Biellese)

Giorgio Aiazzone con la moglie Rosella Piana (Foto archivio Il Biellese)

-  Biella, mercato di piazza Martiri, maggio 1986

“Te lo dico io, vedrai, tra un po’, che fine fa il vostro Aiazzone!”.
“Ma stà zitto, che a Napoli uno come lui ve lo sognate!”.

-  Biella, 7 luglio 1986

“Ciao, cavajé!”.
“Dè, te sentù che l’ha masasi l’Aiazun!”.
“Ma cosa dici?”.
“Ieri sera, è andato giù con l’aereo…  Sono morti tutti, anche l’Allegretti, la moglie del notaio”. 
Giorgio Aiazzone, 39 anni, è all’apice del suo successo. Partito quasi da zero, il padre aveva già un piccolo mobilificio, in breve tempo ha costruito un impero, portando Biella nelle case di tutti gli italiani. Il suo intuito è stato geniale: ha utilizzato le emittenti televisive private per farsi conoscere e ora ne possiede addirittura una. Dal Leprotto Milcaro fino a Guido Angeli e al suo “provare per credere”, il mobilificio, che da piazza Vittorio Veneto si è spostato nell’open space di corso Europa, impazza ovunque. E poi, dopo una visita, tutti a pranzo con gli architetti.
Giorgio Aiazzone e la moglie Rosella Piana “sono” il jet set  made in Biella. Protagonisti ovunque, vengono invitati a feste e ricevimenti, addirittura a fare da testimoni a nozze di rilievo, come quelle di uno noto dirigente della Questura cittadina.
Ma non basta. Ora l’impero si sta espandendo. L’imprenditore ha acquistato Villa Reda, splendido esempio di architettura in stile Liberty, a due passi da quel polmone verde che sono i giardini Zumaglini e che si sussurra colpito da una maledizione. Il “re del mobile” vuole trasformare l’immobile in un istituto di credito, per concedere prestiti ai clienti. All’ultimo piano ha fatto realizzare un solarium, con piscina, dove trascorre il suo tempo libero. Sulle scale, invece, ha fatto dipingere il suo ritratto: da qualunque angolazione lo si guardi, sembra sempre che ti stia fissando. Il che non fa che alimentare la leggenda secondo cui, Giorgio Aiazzone, abbia stretto un patto con il diavolo. Forse per garantirsi a vita il successo, o magari solo per conquistarsi l’immortalità.
Ma l’occulto non è infallibile, o semplicemente è il genio umano che è fallibile.
Gli affari, in quella metà degli anni Ottanta, vanno a gonfie vele, tanto che le consegne dei mobili vengono assicurate anche nelle isole, mentre iniziano a girare strane voci. Qualche cliente si lamenta di cucine che cambiano colore, mobili in legno massiccio che, in realtà, altro non sono che due pezzi di compensato pieni di sabbia. Rumors messi in giro dalla concorrenza, illazioni?

- Biella, 2 luglio 1986

“Marco, sono Giacomo. So che sei sotto di ore, nel brevetto. Vuoi venire con me, domenica? Devo portare Aiazzone in Toscana. Così ti fai qualche ora di volo con me. Che ne dici?”.
Giacomo Ramella, pilota esperto dell’Aereoclub di Cerrione, da tempo accompagna l’imprenditore nei suoi spostamenti. Il loro rapporto è basato sulla fiducia e la discrezione. Giacomo pilota l’aereo e non commenta; inoltre dalla sua bocca, dopo ogni viaggio, non esce mai una parola. La sua passione per il volo, ben si sposa con la voglia di viaggiare del “re del mobile”. Di solito lo avverte all’ultimo momento, ma questa volta è diverso. Ci sarà un’ospite speciale: la dottoressa Clelia Allegretti. Originaria del Sud, arrivata a Biella ha conosciuto uno stimato professionista locale e si è sposata. Nell’arco di pochi anni, hanno avuto due bambini. Un matrimonio felice e un grande amore per il suo lavoro.
I colleghi la stimano e la apprezzano per il suo carattere indomito, per le sue doti professionali e per il suo equilibrio che ne fanno un ottimo magistrato. Lei e il marito conoscono bene gli Aiazzone, tanto che insieme a Rossella Piana frequentano lo stesso salone di parrucchieri. A gestirlo è una ragazza di colore: padre biellese e madre del Burundi. Ha imparato il mestiere a Parigi e poi è tornata in città, insieme ai suoi tagli innovativi e alla moda.
Tanto Clelia Allegretti è discreta e veste in modo sobrio, tanto Rosella Piana è volitiva ed estroversa. Le due donne vanno d’accordo, mai uno screzio, seppure è improbabile che tra loro possa nascere una forte amicizia. Il legame più stretto è con Giorgio Aiazzone, che si rivolge a lei per questioni di lavoro e quella domenica 6 luglio vuole portarla con sé in Toscana, all’isola d’Elba.
Vogliono parlarsi, lontani da occhi e orecchi indiscreti. Con loro, dovrebbe esserci anche l’avvocato Sandro Delmastro, noto esponente della Destra biellese. Non ha ancora confermato ed è probabile che darà forfait all’ultimo minuto. Se il magistrato ha accettato l’uscita, lasciando a casa i due bimbi, in tenerissima età, evidentemente è perché deve discutere con l’amico di qualcosa di importante.

- Sartirana, 6 luglio 1986

Ivana sta guardando un programma alla televisione. Fuori, il temporale, con i suoi lampi e i suoi tuoni estivi. A 2700 metri di quota, un piccolo aereo civile ha appena deviato rotta. Il pilota, esperto, aveva sconsigliato al passeggero di rientrare, quella sera, cercando di convincerlo a pernottare in Toscana per partire il giorno dopo, all’alba. L’altro, però, è stato irremovibile. L’ospite ha fretta di raggiungere Biella, come lui, e poi lunedì è atteso in tribunale.
Così, per evitare la perturbazione, ha deciso di deviare leggermente sulla rotta, puntando verso i cieli della Lomellina. Intanto Ivana continua a seguire la trasmissione in Tv, fino a quando non lo sente, quel boato fortissimo. Poi la terra trema, come per effetto del terremoto. Esce, sconvolta, e in cortile lo vede, quell’ammasso oscuro che, alla luce dei lampi, si rivela essere un motore. Qualcosa, più in là, attira ancora la sua attenzione. Un fagotto, da cui provengono dei gemiti. Corre in casa, chiama i carabinieri e poi un medico. Quando quest’ultimo arriva, quel povero corpo, dilaniato, ha già smesso di respirare.
Altrove, una donna si è sentita male. Era in casa, quando ha sentito un botto, sul tetto della casa. Salita a vedere, si è trovata davanti i resti di un corpo, femminile.
A qualche centinaia di metri di distanza, l’attenzione dei soccorritori è attratta da qualcosa che brucia. E’ la cabina di un aereo, un piccolo bimotore Seneca. Dentro, un cadavere carbonizzato. Arrivano i vigili del fuoco e le fiamme vengono spente, mentre la violenta perturbazione continua a scaricare pioggia su pioggia.
Pochi istanti e viene ritrovata la carlinga del velivolo, da cui si risale alla sua identificazione. E’ partito, secondo il piano di volo, dall’aeroporto di Cerrione, al mattino, con meta la Toscana; il rientro era previsto in serata. La più vicina torre di controllo, lo ha perso poco prima mentre in zona infuriava il temporale. Sopra non c’erano viaggiatori qualsiasi, ma un magistrato, Clelia Allegretti, e il “re del mobile”, Giorgio Aiazzone.

- Biella, 5 luglio 1986
“Pronto, Giacomo… Mi dispiace, ma domenica non vengo”.
“Perché?”.
“Sai, la mia ragazza… non vuole. O lei o l’aereo. Mi ha urlato che è stanca di passare i fine settimana da sola. Odia volare. Non me la sono sentita di dirle di no. Resto a casa, mi dispiace”.
“Figurati. Sarà per la prossima volta”.
Parte da solo, Giacomo Ramella, alla volta della Toscana, con Giorgio Aiazzone e la sua ospite. All’ultimo momento, anche l’avvocato Sandro Delmastro ha dato forfait. Il cielo è limpido e la conversazione formale. Ha l’impressione che l’imprenditore e il magistrato non vedano l’ora di atterrare, per parlare da soli.
Arrivati a destinazione, i due si allontanano, mentre lui resta in aeroporto. Un panino al bar, e poi di nuovo in pista, per controllare l’apparecchio e fare rifornimento. Ripartono che fuori è quasi sera, con le previsioni che danno temporali di forte intensità.
Sono sui cieli della Lomellina, quando Giacomo Ramella si accorge che l’apparecchio non risponde ai comandi. Entra in stallo e si avvita su sé stesso, precipitando. Clelia Allegretti urla, mentre Giorgio Aiazzone cerca di calmarla. “Giacomo, fai qualcosa! Noooooooooo”.
In piena rotazione, il velivolo, mentre il pilota cerca disperatamente di riprenderlo, inizia a perdere pezzi. La fusoliera si lacera e i due passeggeri volano fuori, verso un destino atroce. Giacomo Ramella, legato al sedile con le cinture, rimane bloccato ai comandi. Quel che resta dell’apparecchio, impatta sui fini dell’alta tensione, e si incendia, schiantandosi poi a terra.
Ma non è solo la fine di tre vite, è la fine di un mito, del “re dei mobili”, e l’inizio della leggenda. In tanti, in futuro, racconteranno di aver incontrato Giorgio Aiazzone nei più diversi paesi tropicali. La verità, però, è che la vita dell’imprenditore è finita domenica 6 luglio 1986, nei cieli della Lomellina. Per quello che riguarda le vicende del suo impero, questa è storia nota,  si dipaneranno tra il Libano e le aule del tribunale.

Rita Rosso

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