A ottobre saranno tre anni dall’operazione che ha cambiato la sua vita. Ilaria Testa, 41 anni, oggi pesa tra i 65 e i 66 chili ed è serena, sorridente, come non lo è mai stata. Il suo peso massimo era arrivato a 136 chili, a fronte di un’altezza di poco superiore al metro e 70. In nove mesi dall’intervento aveva già perso circa 30 chili, poi il dimagrimento è progressivamente rallentato fino ad arrivare al peso attuale.
Ilaria ha scelto di sottoporsi a una Sleeve Gastrectomy, la gastrectomia a manica, un intervento che prevede la rimozione di circa il 90 per cento dello stomaco. “All’inizio ti rimane la capacità di un vasetto di yogurt”, racconta. E dopo l'operazione anche il modo di alimentarsi deve cambiare completamente. “È un po' come ritornare allo svezzamento, perché devi riprendere a mangiare come se fossi bambino”. Per una decina di giorni la sua alimentazione è stata esclusivamente liquida, poi sono arrivati gradualmente cibi più consistenti, pappette e omogeneizzati e via piano piano verso la normalità.
Ma dietro alla decisione di affrontare un intervento definitivo c'è soprattutto un percorso personale iniziato molto prima. Ilaria racconta di essere sempre stata in sovrappeso, fin da bambina. “Mangiavo male e mangiavo tanto”, ammette. Un insieme di fattori, dalla predisposizione familiare alla genetica, fino a uno stile di vita sedentario, che negli anni aveva portato il peso ad aumentare.
Prima dell'intervento aveva provato molte strade. “Ho fatto diete tutta la vita”, racconta. Ci sono stati anche tentativi più estremi, compreso il ricorso a pillole per cercare di accelerare il metabolismo. Ma senza risultati duraturi. A un certo punto aveva quasi smesso di crederci.
Poi qualcosa è cambiato. Aveva da poco cambiato lavoro, in meglio, e si trovava alla soglia dei 40 anni. “Qualcosa dentro di me è scattato”, racconta. “Mi sono vista arrivare a un traguardo e ho pensato: voglio veramente andare avanti così per altri 30 anni, visto l'andazzo?”.
È stato quello il momento in cui ha deciso di provare quella che considerava “l'ultima spiaggia”. Prima dell'operazione ha affrontato il percorso previsto per arrivare alla chirurgia e, alla fine, ha scelto di fare il passo decisivo.
A 136 chili Ilaria non aveva particolari problemi di salute evidenti. “Per fortuna non ho mai avuto problemi di salute importanti”, spiega. Le analisi del sangue erano relativamente buone e non c'erano disturbi evidenti come problemi cardiaci. Ma la sedentarietà era una costante: non praticava sport e si muoveva poco anche nella vita quotidiana. Durante il percorso sono poi emerse alcune problematiche che prima non conosceva, tra cui problemi al fegato.
Oggi, a quasi tre anni dall'intervento, il bilancio per lei è positivo. Tanto da dire senza esitazioni: “Io lo rifarei domani”. Ma Ilaria sottolinea anche che si tratta di una scelta personale, che deve maturare dentro chi decide di affrontarla.
“È un po' come smettere di fumare”, spiega. “Non puoi obbligare una persona a smettere. Se non viene da quella persona, è tutto inutile”. Lo stesso, secondo la sua esperienza, vale per un percorso di questo tipo: si possono ascoltare i consigli e le esperienze degli altri, ma la decisione deve essere propria.
Questo non significa che dopo l'operazione sia tutto semplice. Ci sono nuove regole da rispettare e alimenti che diventano più difficili da consumare. Ilaria, per esempio, oggi non può più mangiare e bere nello stesso pasto. Anche alcuni dolci possono provocarle malessere se consumati troppo velocemente o in quantità eccessive.
Sono cambiamenti che fanno parte della nuova quotidianità. “Ci sono tutta una serie di regole da seguire, e oltre ad una nuova alimentazione ho affiancato anche un differente approccio alla vita di tutti i giorni, quindi non più sedentarietà, ma camminate, palestra e più movimento e attività in generale, perchè la sola corretta alimentazione non basta”, racconta. Ma per Ilaria il bilancio resta quello di una scelta che rifarebbe. Dopo anni di diete e tentativi falliti, il passaggio dall'idea di perdere peso a quella di cambiare concretamente il proprio modo di vivere è stato il punto di svolta. E oggi, a 41 anni, guarda a quei 136 chili come a una parte della sua storia, non più come al suo presente.
























