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SPORT | 05 settembre 2026, 08:20

Everesting Biella via Ivrea-Oropa in bici, Antonio Urso sale 11 volte in 20 ore: “L'uomo sfida se stesso" FOTO e VIDEO

20 ore di pedalate e circa 9.000 metri di dislivello per una sfida tutta biellese: "11 volte a Oropa e non ho ancora capito perché l'ho fatto"

Everesting Biella via Ivrea-Oropa in bici, Antonio Urso sale 11 volte in 20 ore: “L'uomo non sfida la montagna: sfida se stesso"

Everesting Biella via Ivrea-Oropa in bici, Antonio Urso sale 11 volte in 20 ore: “L'uomo non sfida la montagna: sfida se stesso"

Undici volte in bici da Biella a Oropa. Sempre in sella, affrontando una salita dopo l'altra fino a raggiungere circa 9.000 metri di dislivello. È la sfida portata a termine da Antonio Urso, ciclista biellese, protagonista di un Everesting (in bici è una sfida di resistenza estrema che consiste nel pedalare ripetutamente su una singola salita fino ad accumulare 8.848 metri di dislivello positivo, l'altezza esatta del Monte Everest) interamente biellese, con partenza da via Ivrea e arrivo al piazzale delle Funivie di Oropa.

Il percorso ha toccato Biella, il Piazzo, Cossila San Grato, Cossila San Giovanni, Cave e Favaro, prima di affrontare la salita verso il piazzale delle Funivie di Oropa. Un giro ripetuto undici volte, per una giornata che Urso definisce senza mezzi termini "20 ore di pura follia biellese".

La missione, alla fine, è stata compiuta. E Antonio ha raccontato l'impresa anche con l'ironia che lo ha accompagnato durante la lunga giornata: "Ho visto la Madonna di Oropa 11 volte di fila", afferma. E ancora, scherzando sulla ripetitività della sfida, "ho fatto più giri io oggi che una lavatrice a 1200 giri".

Ma dietro alle battute c'è una prova fisica e mentale tutt'altro che semplice. "In un tempo in cui la fatica sembra appartenere solo al corpo, c'è chi sceglie, come me, di trasformarla in preghiera con la speranza che le guerre che sono in atto possano finalmente vedere la fine", racconta Urso, spiegando il significato che ha voluto dare alla sua impresa.

Undici salite, circa 9.000 metri di dislivello, una lunga giornata trascorsa a pedalare. Per il ciclista non si è trattato soltanto di una prova sportiva, ma anche di un confronto con se stesso: "Salire per undici volte la Biella-Oropa, affrontando 9000 metri di altitudine, non è solo una prova sportiva: è un atto di riconciliazione con se stessi e con il mondo".

Ogni pedalata, nella sua riflessione, diventa così "simbolo di un passo verso la luce" e ogni salita un invito a guardare più in alto, verso la Madonna di Oropa, "segno di unità e di amore universale".

Un'impresa che Antonio non ha però affrontato da solo. Fondamentale è stato il sostegno delle persone che lo hanno accompagnato lungo il percorso. Un ringraziamento particolare va al gruppo Conad di Candelo, che lo ha supportato, e alla moglie Francesca, che per l'occasione ha trasformato l'auto in un vero e proprio "bar perfetto e pasticceria", con qualcosa da mangiare e bere per tutti.

Un grazie va anche a Maurizio, Marco, Paolino, Daniele, Simone, Piero, Natalino e Sara, che hanno condiviso con lui alcune delle salite e lo hanno sostenuto anche moralmente.

"Abbiamo trascorso una bellissima giornata insieme fra fatica e risate", racconta Urso, che ha voluto ringraziare anche tutte le persone che lo hanno sostenuto a distanza, pur non potendo essere presenti.

Alla fine, dunque, non resta soltanto il dato sportivo. Undici volte Biella-Oropa, 20 ore in sella e circa 9.000 metri di dislivello diventano il racconto di una sfida personale, condivisa con chi ha scelto di esserci.

"In questa impresa l'uomo non sfida la montagna: sfida se stesso", sostiene Antonio. E forse è proprio questo il senso della sua Everesting: "La vera conquista non è arrivare in cima, ma portare con sé il mondo intero, anche solo per un respiro".

s.zo.

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