(Adnkronos) -
Forza Italia non molla sul fine vita. Vuol portare la sua battaglia avanti fino in fondo, o almeno provarci, perchè, come spiega all'Adnkronos il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, relatore del testo presentato dal centrodestra insieme all'esponente di Fdi, Ignazio Zullo, ''è necessaria una legge nazionale per evitare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra cittadini di serie a e cittadini di serie B''. La strada è impervia, bisogna superare tante insidie e resistenze, anche interne alla maggioranza. Zanettin ne è consapevole e il suo auscipio è che si trovi presto una sintesi nella coalizione.
Il suicidio assistito ''non è una bandierina da agitare nella prossima campagna elettorale, ma una norma di civiltà per aiutare dei nostri concittadini che soffrono'', ci tiene a precisare il parlamentare forzista, che punta l'obiettivo: portare in Aula a palazzo Madama un testo da condividere con le opposizioni al posto del provvedimento firmato dal dem Alfredo Bazoli, che è l'unico in questo momento ad avere titoli per approdare al Senato il 3 giugno. La prossima settimana, si ricomincia. Il capogruppo forzista al Senato, Stefania Craxi, intreprete della spinta liberal voluta da Marina Berlusconi, ci crede e lavora per una mediazione sul ruolo del Servizio sanitario nazionale. 'Martedì, annuncia Zanettin, tornano a riunirsi, "dopo diversi mesi di stallo", le commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato per riprendere l’iter del ddl sul fine vita: e’ il frutto del pressing del nuovo capogruppo di Fi Craxi, che intende arrivare a tutti i costi ad una legge nazionale".
Zanettin cita l'ultimo caso di suicidio assistito, quello di Christian, 55 anni, che conviveva con la sclerosi multipla da più di 25 anni e il 18 maggio scorso è morto nella sua casa in Lombardia dopo essersi autosomministrato il farmaco letale. ''E’ di oggi la notizia di un altro caso in Lombardia, il terzo -spiega il senatore forzista- in quella Regione''. Urge una legge nazionale per scongiurare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra Regione e Regione'': ''Non possono esistere -insiste- cittadini di serie a e cittadini di serie B".
''La presidente Craxi -ricorda- ha chiesto la riapertura dei termini per presentare emendamenti al testo dei relatori". Il "punto più controverso" riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale, che "nel testo dei relatori rimane escluso, ma che invece la Corte costituzionale in diverse sentenze ha ritenuto doveroso". Zanettin invita tutte le forze politiche a mettere da parte pregiudizi ideologici e a non ragionare secondo la logica degli schieramenti di appartenenza. Immagina una sorta di 'no fly zone' dove mettersi tutti attorno a un tavolo per guardarsi negli occhi e provare a fare le regole su un tema così sensibile.
''Credo -avverte- che il tema del fine vita, che è molto delicato ed interroga nel profondo le coscienze di noi parlamentari, vada affrontato senza pregiudizi ideologici e fini propagandistici". C'è poi il nodo della cure palliative. Per Zanettin ''rimane fondamentale lo sviluppo di queste cure, che purtroppo in Italia troppe volte resta inadeguato'', perchè, conclude , ''deve essere chiaro che il suicidio assistito è l'estrema ratio quando al malato è stato fornito tutto il sostegno possibile''.
























