/ Sport

In Breve

Video animalerie

| 14 marzo 2014, 17:34

Podismo - Il personaggio Claudio Piana: "Atletica amore mio"

Organizzatore di gare di alto livello, speaker, personaggio amato-odiato e marito/padre felice

Claudio Piana

Claudio Piana

Biella-Piedicavallo, Giro di Pettinengo, Maratonina di Biella, solo per citare alcune delle sue "creature" hanno un unico comun denominatore, ovvero Claudio Piana, personaggio che ha fatto dell'atletica la sua ragion di vita e che con il mondo dell'atletica ha un conto decisamente in attivo in quanto a soddisfazioni personali.

Come inizia la vita sportiva di Claudio Piana?
"Fin da bambino ho amato lo sport in generale. A scuola frequentavo i 'fratelli' e lo sport era parte fondamentale dell'educazione, un momento di grande aggregazione durante e dopo lo studio: giocavo a qualsiasi cosa, dal ping pong al calcio. Poi negli anni '70 è scoppiata la passione per l'atletica, fatta principalmente di gran belle giornate passate insieme agli amici: si correva ma si facevano quelle che erano delle vere e proprie gite sociali. Poi un anno è accaduta una tragedia, un mio amico è deceduto tragicamente in una giornata che doveva essere di festa e in quel momento è nata l'idea di organizzare una gara in suo ricordo, nella nostra zona. Negli anni '70 e '80 c'erano poche gare in giro ed è stato facile avere subito successo: arrivavano da tutto il Piemonte. Oggi invece è più dura, basti pensare che in Piemonte in questo week end ci sono almeno 5 appuntamenti".

 Come è cambiata l'atletica in questi anni?
"E' cambiata tanto. Prima per portare un'atleta a gareggiare in una tua manifestazione lo contattavi personalmente e tramite la rete di amici era tutto più facile, oggi ci sono i manager e se prima era tutto amichevole, oggi è molto professionale. Dal punto di vista dell'organizzazione bisogna lottare con la burocrazia, con regole certe volte restrittive e con una concorrenza anche sleale: e mi riferisco a tutte queste gare non competitive che stanno nascendo e che sono delle gare 'normali' mascherate da non competitive per non pagare le tasse imposte dalla Fidal. Le regole ci sono ma è difficile farle rispettare: è una battaglia persa. E poi la crisi economica ti spezza: con tutte le gare che ci sono in giro e con quanto costa la benzina, sono pochi che si spostano per venire a fare una gara dove magari non hanno speranza di vincere premi, quando possono partecipare ad una sotto casa, spendendo poco o nulla. Da quest'anno poi nelle gare regionali non possono più prendere parte gli atleti dei gruppi militari e quelli inseriti in una lista 'top', quindi è chiaro che le difficoltà aumentano ancora".   

Le "non competitive", un suo cruccio da sempre…
"Non è che sono contrario, ci mancherebbe, ma non fatte così: la Fidal ha perso il controllo della situazione e, ribadisco, tante sono fatte per non pagare le tasse. La Fidal ha perso un sacco di gare, passate non competitive o ad enti di promozione. All'inizio qualcuno ha pensato di squalificare i tesserati Fidal… ma dovresti squalificare tutti e perderesti tesserati. E' una 'guerra' impari e io sposo la teoria di mia moglie: gli amatori dovrebbero essere solo amatori".

Sua moglie, appunto, anche questo un "regalo" dell'atletica…
"Eh si, ho conosciuto Marzena nel 1988 quando è venuta a correre a Pettinengo. E' indubbiamente la gioia più grande che mi ha dato l'atletica, insieme alla nascita di Flaminia. In questo sono davvero un uomo felice. Le gioie sportive, invece, le vivo ogni qualvolta organizzo qualcosa: è vero che divento irascibile, ma le emozioni che vivo sono fortissime ogni volta. Mia moglie mi dice sempre che nella settimana prima delle gare andrebbe in Polonia da quanto sono intrattabile… ma mi dice anche che nel tempo sono migliorato. Probabilmente è vero, ma è anche vero che il giorno in cui non avrò più queste sensazioni sarà tempo di smettere e fare altro".

Nemo propheta in patria, vale anche per Claudio Piana?
"Si dice anche tanti nemici, tanto onore. Boh… non ci voglio pensare troppo. So di essere un personaggio scomodo perché spesso, anzi sempre, dico ciò che penso e questo non piace. E' anche vero che le più grosse soddisfazioni me le sono tolte in giro per l'Italia, fuori da Biella: nel 1987 ero speaker ai mondiali di Roma, lo scorso anno ai World Master Game a Torino e in mezzo ci sono tante altre belle esperienze. A Biella è tutto un po' diverso, vedo invidia e alle volte godimento negli altri se qualche cosa non va al meglio: c'è gente che non viene alle nostre gare perché gli sto sulle scatole… E' una guerra dei poveri, boicottaggi dannosi per chi li fa e per l'atletica in generale".

Parliamo di questa Biella-Piedicavallo. Soddisfatto?
"Abbiamo più iscrizioni dello scorso anno, 260 sino ad oggi, con un buon numero di atleti di alto livello regionale: sono contento. Per domenica, poi, è previsto bel tempo e quindi non dovrebbero esserci defezioni come la scorsa volta. Quest'anno abbiamo voluto scontare l'iscrizione, proponendo un pacchetto comprendente anche la Maratonina e la cosa è piaciuta, così come è piaciuto lo sconto per gli Over 60: nel nostro piccolo anche noi stiamo cercando di aiutare gli atleti in questo momento di crisi. Abbiamo però mantenuto elevato il numero dei premi: saranno 149 suddivisi in 15 categorie".

Tocchiamo un altro argomento scottante: il doping…
"Non l'ho detto io per primo, ma purtroppo sono d'accordo con questa affermazione: la battaglia al doping deve essere fatta, ma credo che la guerra non si potrà mai vincere. La medicina corre più veloce rispetto ai metodi di controllo: oggi gli organi preposti stanno ricontrollando casi 'sospetti' risalenti anche a molti anni addietro, perché ci sono nuove tecniche. Gli ultimi che hanno beccato erano già nomi 'caldi'. Allo stesso tempo, però, ci sono sostanze nuove e non si arriverà mai a pareggiare il conto. Anche al Giro di Pettinengo abbiamo visto atleti che hanno avuto prestazioni 'sospette': io cerco di non chiamare quelli che hanno una fama non buona, ma come facciamo ad esserne certi? Spiace poi anni dopo vederli nelle liste degli squalificati. Quel che è certo è che il doping fa male allo sport, ma soprattutto alla salute: basta vedere cosa è accaduto nel tempo agli atleti 'dopati di stato' nell'est Europa prima della caduta del muro… un vero macello". 

Cambiamo argomento. Un sogno nel cassetto?
"Più che un sogno è una nuova sfida. Sarà un vero 'Atletica-day' a Biella e unirà La Maratonina, Corri contro L'Emarginazione e una grande manifestazione scolastica della quale da tempo stiamo discutendo con il professor Ramirez. Sono già teso ed emozionato come un bambino… insomma le solite sensazioni che mi prendono prima di un evento. E' già in calendario per il 10 maggio… avremo modo di parlarne a lungo. E poi un bel trail a Pettinengo in inverno". 

Finiamo con un pensiero: a chi vuol dire un grazie?
"A tutti coloro che collaborano per la riuscita delle manifestazioni che organizziamo come Biella Sport Promotion e Gac Pettinengo: sono un gruppo di persone fantastiche. E poi alla mia famiglia, la cosa più bella che ho". 

Maximiliano Accorinti

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore