È trascorso più di un mese dallo stop delle ricerche della persona travolta dal torrente Cervo.
Era il 25 agosto: stando alle ricostruzioni, intorno alle 5.30 di quella mattina, il personale della Protezione Civile era giunto sul guado di Castelletto Cervo, nel lato di Mottalciata, per monitorare il corso d’acqua, dopo le ingenti precipitazioni delle scorse ore, quando avrebbe notato un uomo in sella alla sua bicicletta nei pressi del guado, nonostante l'attraversamento fosse chiuso, trascinato in acqua dalla piena.
Una volta lanciato l’allarme, si sono attivate immediatamente le ricerche che si sono protratte per diversi giorni. In campo, fin dalle primissime fasi delle operazioni, le unità specializzate nel soccorso acquatico e fluviale (SAF), supportate dal Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco della Lombardia e dall’elicottero Drago del reparto volo di Malpensa, assieme ai Vigili del Fuoco del Comando di Biella e Cossato e ai Carabinieri. In seguito, è stato richiesto anche l'intervento del Nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del Piemonte per effettuare il monitoraggio dall'alto lungo l'intera asta fluviale mediante l'impiego di droni.
Le successive ricerche, infatti, si sono concentrate lungo il corso d’acqua, accuratamente setacciato, fino ai comuni del vicino Vercellese ma l’esito finale non è stato quello sperato tanto che le attività sono state sospese il 28 agosto scorso, in attesa di ulteriori elementi o sviluppi. Ad oggi, non sono giunte né segnalazioni o denunce di persone scomparse né si conosce la sua identità.
Gli investigatori hanno valutato diverse ipotesi per ricostruire quanto accaduto successivamente al fatto segnalato: tra gli scenari presi in considerazione, quello ritenuto più plausibile è che il ciclista possa essere stato trascinato dalla corrente del rio per moltissimi chilometri, fino a raggiungere il territorio dell’Oltrepò Pavese. Non viene comunque esclusa del tutto la possibilità che l’uomo sia riuscito a raggiungere autonomamente la riva e a mettersi in salvo. Si tratta, tuttavia, di una pista considerata al momento più remota.
L'unico dato certo, ad oltre un mese di distanza, sembra uno soltanto: resta ignota la sorte del ciclista che lascia aperto un interrogativo al quale, finora, non è stato possibile dare una risposta. Se qualcuno avesse informazioni utili non esiti a contattare le forze dell’ordine.

























