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ATTUALITÀ | 21 aprile 2024, 08:40

Acque pubbliche a Valdilana: “Nuova linfa in Frazione Lora”

Acque pubbliche a Valdilana: “Nuova linfa in Frazione Lora”.

Acque pubbliche a Valdilana: “Nuova linfa in Frazione Lora”.

Sabato 20 aprile si è svolta la riunione pubblica dei residenti e dei proprietari di casa della Frazione Lora, nel comune di Valdilana, per dibattere del futuro delle “acque pubbliche” della frazione.

L’iniziativa, promossa dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio Acqua Potabile Regione Crosa, della Frazione Lora di Trivero che distribuisce l’acqua potabile a gran parte della frazione, è stata convocata con un volantino con titolo “Quale futuro per le acque pubbliche della frazione Lora?” ed ha visto la presenza di oltre 40 residenti nella frazione, tra i quali una decina di cittadini non associati.                                                                                    .

Giova ricordare quali sono le acque pubbliche della frazione Lora. Seguendo la linea del tempo la prima iniziativa frazionale volta ad avvicinare l’acqua ai residenti risale al 1882, quando un gruppo di lungimiranti residenti diede vita al primo consorzio che mise in opera la fontana del Burnell, alimentata da una sorgente tramite una tubazione, ai tempi in cemento, oggi in acciaio. Tale fontana aveva utilizzo umano e consentiva, grazie alla grande vasca in pietra, di abbeverare gli armenti. Ancora oggi sono molti coloro che regolarmente si approvvigionano dell’acqua del Burnell, riconoscendo le peculiarità della sua acqua.

Nella frazione è presente un lavatoio coperto e chiuso realizzato da un consorzio dei primi anni del ‘900, che vide la partecipazione anche dei residenti della frazione Castello, ampliato con una sopraelevazione dei primi anni ‘50 del secolo scorso, che offre una ampia sala per riunioni. Un tempo meta di un costante andirivieni di donne è oggi utilizzato da poche fedeli estimatrici del lavaggio manuale.

Infine, nei primi anni ’30 del secolo scorso, grazie anche alla generosità della famiglia Lesna, che mise a disposizione una sua sorgente, venne creato un consorzio per realizzare una rete, all’interno della frazione, con 6 fontanelle, oggi cresciute a 8: 2 collocate, nella frazione, lungo la SP 232. La nuova infrastruttura meglio svolgeva il compito di avvicinare l’acqua potabile alle abitazioni. Tale impianto comprende, oltre alla rete di distribuzione, anche una vasca di carico collocata a monte della frazione, in grado di garantire una pressione di esercizio costante, oltre alla linea dalla sorgente alla vasca.

I frazionisti nel tempo hanno mantenuto fede agli impegni dei padri e dei nonni attraverso un meccanismo di autotassazione spontanea che ha sempre consentito le necessarie manutenzioni, più recentemente, a causa dello spopolamento e delle compravendite che hanno portato nella frazione famiglie nuove, non residenti ma villeggianti saltuariamente, è diventato sempre più difficoltoso gestire i tre consorzi delle acque pubbliche, con le modalità dei tempi che furono.

Trattandosi di consorzi di natura contrattuale, per pervenire al consolidamento degli stessi in un’unica struttura, occorreva convocare tutti i discendenti e/o aventi causa dei firmatari degli accordi a suo tempo sottoscritti. Compito pressoché impossibile se non altro per i costi emergenti ed i tempi difficilmente stimabili.

Il Consorzio Acqua Potabile della Regione Crosa negli anni più recenti è intervenuto per provvedere, ove necessario, al fine di garantire la disponibilità delle acque pubbliche in un’ottica di collaborazione. Purtroppo, i sempre più gravosi interventi manutentivi hanno suggerito alla Direzione un cambiamento di approccio, al fine di garantire nel futuro l’auspicata continuità di servizio: occorre un cambio di rotta coerente anche con la normativa oggi vigente.

La riunione è stata l’occasione per proporre anche ai non soci l’ipotesi allo studio che prevede la creazione di un nuovo unico consorzio dedito alla gestione delle acque pubbliche, con uno statuto coerente con i requisiti fissati dal RUNTS per permettere la deducibilità fiscale delle donazioni di privati ed aziende e la possibilità di ricevere le donazioni del 5 x 1000 tramite le denunce dei redditi. Tale nuovo consorzio dovrà occuparsi della gestione delle strutture esistenti e della valorizzazione di quanto disponibile.

Il primo obbiettivo è quello di riattivare in tempi brevi la rete delle fontanelle. Queste, a differenza del passato, grazie all’inserimento delle necessarie lampade UV per la potabilizzazione dell’acqua, potranno distribuire acqua potabile. Il Consorzio Acqua Potabile Regione Crosa ha già avviato le necessarie attività di analisi e monitoraggio dell’acqua con periodiche campagne di analisi volte alla verifica delle caratteristiche chimico-fisiche e batteriologiche, con riscontri positivi. Questa scelta comporterà di dover lasciar scorrere in ogni fontanella un filo d’acqua, apparentemente uno spreco: è la condizione per evitare, nelle acque ferme nei tubi, il proliferare della carica batterica e garantire così la sua piena potabilità. D’altra parte, tali acque non sono uno spreco: tornano alla natura così come quelle di supero delle reti di distribuzione non utilizzate: il “ciclo dell’acqua” non disperde o consuma l’elemento vitale, semplicemente, di trasformazione in trasformazione, lo ritorna là da dove era venuto.

C.S. Consorzio Acqua Potabile Regione Crosa, G. Ch.

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