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Music Cafè | 03 novembre 2026, 08:50

"Intrecci ad Arco" all'Accademia Perosi: il 5 novembre il concerto dell’Isla Quartet

"Intrecci ad Arco" all'Accademia Perosi: il 5 novembre il concerto dell’Isla Quartet

"Intrecci ad Arco" all'Accademia Perosi: il 5 novembre il concerto dell’Isla Quartet

Un filo si è spezzato nel 1680 e nessuno se n'è accorto. Henry Purcell, ventun anni, organista di Westminster, ha scritto in poche settimane d'estate fantasie che il suo tempo considerava già antiche: ha preso il contrappunto di Byrd e Jenkins e lo ha incrinato con dissonanze brucianti, seconde aspre, cromatismi che scendono come gocce d'inchiostro. Ha scritto per il piacere di chi suona, non per la sala, e quelle pagine sono rimaste nei manoscritti per due secoli.

Nel giugno del 1826, nella Vienna sorvegliata di Metternich, un altro giovane ha riempito, in dieci giorni, più di quaranta minuti di musica. Franz Schubert, malato, senza un incarico, sostenuto dagli amici delle sue serate, ha aperto il suo ultimo quartetto con un accordo di sol maggiore che si è subito incupito in minore, come una finestra che riceve il sole e poi la nuvola. Quel quartetto non l'ha mai sentito eseguire: è stato ascoltato nel 1850 e stampato l'anno seguente.

Giovedì 5 novembre 2026, alle 18:30, nella Sala Concerti dell'Accademia Perosi, i due giovani si sono dati appuntamento attraverso l'Isla Quartet. Mio Takahashi e Kynan Walker, ai violini, Sofia Gomez Alberto, alla viola, Danushka Edirisinghe, al violoncello: quattro musicisti riuniti alla Royal Academy of Music nel 2023, cresciuti con la guida di John Myerscough, Bryony Gibson-Cornish e Sinéad O'Halloran. Hanno vinto nell'aprile 2026 a Bad Tölz il primo premio, quello del pubblico e il riconoscimento per il migliore Haydn; hanno ricevuto il premio «Edda Beutler» al Concorso ARD e sono arrivati in semifinale a Osaka. Si sono esibiti, come Tillett Debut Artists, Tunnell Trust Artists e Britten Pears Young Artists, in tutto il Regno Unito, e li attendono Oberstdorf, Amsterdam, Palazzo Esterházy.

Chi li ascolterà sentirà l'arco mordere la corda, la resina polverosa alzarsi nella luce, il legno vibrare sotto le dita. Sentirà in Purcell il passo cauto del contrappunto: una voce entra, un'altra la raggiunge, una terza la contraddice, la quarta la perdona. Sentirà in Schubert il canto del violoncello nell'Andante, la tempesta che lo interrompe, lo Scherzo che passa come un'ombra leggera, la tarantella finale che corre senza voltarsi, incerta tra la gioia e la febbre.

Due compositori morti troppo presto, uno a trentasei anni, l'altro a trentuno; due lingue lontane un secolo e mezzo; un unico bisogno, quello di affidare a quattro strumenti nudi ciò che l'orchestra avrebbe coperto. Per questo il titolo parla di intrecci: la fantasia inglese e il quartetto viennese hanno la stessa trama, fili che si incrociano per sorreggersi a vicenda.
E così, quando l'ultimo accordo si sarà spento, il pubblico saprà che quel filo del 1680, spezzato e dimenticato, è stato ricucito da quattro archi sul palco: Purcell e Schubert hanno ripreso a parlarsi, e il filo ha ritrovato il suo capo.

C.S. Accademia Perosi, G. Ch.

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