Carenza di agenti, turni prolungati e riposi non garantiti sono solo alcune delle ragioni che hanno portato SiNAPPe a manifestare.
Questa mattina, giovedì 22 ottobre, il Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Biella, chiedendo interventi per il carcere cittadino e per gli istituti del Provveditorato di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Il vicesegretario regionale Matteo Ricucci ha denunciato il mancato rispetto dei diritti contrattuali e condizioni di servizio aggravate dai continui eventi critici. Secondo il rappresentante sindacale, la gestione dell’amministrazione penitenziaria centrale vanifica gli sforzi compiuti dal Governo a favore degli operatori: “Si pretende sicurezza nella totale insicurezza del personale di polizia penitenziaria”.
A illustrare le difficoltà dell’istituto biellese è stato il segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo: secondo le stime del sindacato, mancherebbero oltre 100 unità rispetto alle necessità di una struttura classificata di primo livello superiore, con circa 600 detenuti.
Tuttolomondo si sofferma sui doppi turni fino a 16 ore, periodi di 40 giorni consecutivi senza riposo e punte di 100 ore di straordinario. Carichi che incidono anche sulla vita familiare degli agenti. A questi si aggiungono le aggressioni denunciate dal sindacato, tra calci e sputi al personale.
“Oggi chiediamo personale, dignità e che ci venga riconosciuta la professionalità”, ha concluso il segretario nazionale.




























