«Grazie al nuovo Piano Regionale e alla nuova Legge sui rifiuti che abbiamo messo in campo, si cominciano a vedere i primi risultati concreti: nel 2025 la raccolta differenziata ha raggiunto il traguardo storico del 69,4%, con un incremento di un punto percentuale rispetto all'anno precedente e una contestuale riduzione dello 0,6% nella produzione totale di rifiuti (scesa a 2.208.609 tonnellate)». Lo ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati.
«I cittadini sono i veri protagonisti di questo cambiamento - ha sottolineato l'assessore -. Ogni piemontese ha differenziato in media 361 kg di rifiuti, riducendo la quota indifferenziata a soli 159 kg (-4 kg a testa). Un passo avanti decisivo verso gli obiettivi del nostro Piano Regionale Prubai».
Il quadro regionale evidenzia l'efficacia dei modelli gestionali:
- Consorzi promossi: Ben 18 consorzi di Area Vasta su 21 hanno superato il target nazionale del 65%.
- Comuni virtuosi: Sono 824 i comuni piemontesi sopra la soglia del 65% (coinvolgono il 64% della popolazione); tra questi, 627 hanno superato il 70% e 175 sono andati oltre l'82%.
Un risultato che la Regione intende ora consolidare puntando su nuovi investimenti strategici. Per azzerare i divari territoriali e spingere i servizi verso la diffusione del "porta a porta" e della tariffa puntuale, la Regione ha infatti già stanziato 3,5 milioni di euro, ponendo le basi per un ulteriore salto di qualità.
«Nel corso del 2026 daremo una spinta decisiva - ha annunciato l'assessore all'Ambiente -. Metteremo in campo un nuovo pacchetto di circa 14 milioni di euro tra risorse proprie e fondi europei Fesr 2021-2027: oltre 6 milioni destinati alla prevenzione della produzione di rifiuti e 8 milioni per le tecnologie di riciclo».
I relativi bandi strutturali saranno emanati entro la fine del 2026, con l'obiettivo stimato di ridurre la produzione teorica regionale a 2.100.000 tonnellate entro il 2035.





















