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EVENTI | 16 ottobre 2026, 07:10

"Canne al vento", la voce di Grazia Deledda attraversa il tempo e arriva a Biellam

"Canne al vento", la voce di Grazia Deledda attraversa il tempo e arriva a Biella

"Canne al vento", la voce di Grazia Deledda attraversa il tempo e arriva a Biella

Un concerto narrativo per celebrare il centenario del Nobel alla scrittrice sarda. Parole, musica e immagini restituiscono la forza di una donna che seppe trasformare la propria terra in una voce universale. Giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 21 presso Palazzo Gromo Losa a Biella.

Ci sono parole che non smettono di camminare. Attraversano il tempo, superano i confini, si posano nel cuore di chi le ascolta e continuano a raccontare la vita, con le sue fragilità, le sue contraddizioni e la sua irriducibile bellezza. È questo il respiro di Canne al vento. L’amore non conosce povertà, il concerto narrativo della Compagnia «Tra parola e musica», con cui Biella celebra il centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda (Nuoro, 1871 – Roma, 1936).

Una ricorrenza che riporta al centro la figura di una donna capace di dare voce all’anima della Sardegna, senza rinchiuderla nei confini dell’isola. Nei suoi romanzi, la terra natale diventa un paesaggio dell’anima: vento, silenzi, colpe, attese, fede e desiderio si intrecciano in storie profondamente radicate nella cultura sarda e, nello stesso tempo, capaci di parlare all’umanità intera.

Nel titolo dello spettacolo risuona l’eco di Canne al vento, uno dei capolavori deleddiani, nel quale le esistenze umane sembrano piegarsi alle forze della sorte come canne esposte alle raffiche, senza per questo perdere la propria dignità. È un mondo in cui la fragilità non esclude la speranza e la povertà materiale non cancella la ricchezza degli affetti. L’amore, quando si fa ascolto, cura e vicinanza, diventa una forza capace di attraversare anche le stagioni più difficili.

La drammaturgia di Andrea Congia accompagna questo viaggio fra parola e suono. La voce e i giocattoli sonori di Elisa Zedda dialogano con la chitarra classica e il synth di Andrea Congia, mentre le videoscenografie di William Lenti aprono ulteriori spazi d’immaginazione. Ne nasce un intreccio di linguaggi che invita a incontrare Grazia Deledda non soltanto attraverso la memoria letteraria, ma come presenza viva, capace ancora oggi di interrogare le coscienze e di suscitare emozioni.

Il Nobel assegnato nel 1926, consegnato ufficialmente a Stoccolma il 10 dicembre 1927, consacrò una scrittrice che aveva saputo conquistare il mondo partendo da Nuoro, da una società attraversata da tradizioni antiche, conflitti morali e profondi mutamenti. Grazia Deledda resta, a tutt’oggi, l’unica donna italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura e la seconda donna nella storia del riconoscimento. Un primato che non racconta soltanto un successo individuale, ma anche il cammino difficile delle donne verso il diritto di essere ascoltate, riconosciute e accolte nei luoghi della cultura.

La sua vicenda conserva, per questo, una forza particolare. In un tempo in cui alle donne erano spesso assegnati orizzonti ristretti, Deledda scelse la scrittura come spazio di libertà, facendo della propria esperienza e delle radici della sua terra materia letteraria. Non cercò di cancellare la Sardegna per parlare al mondo: fu proprio attraverso la sua appartenenza che riuscì a raggiungerlo.

L’iniziativa è realizzata dall’associazione Voci di Donne, con il contributo del Comune di Biella e del Centro Territoriale per il Volontariato ETS, nell’ambito del progetto CulturHub della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Collaborano il Comune di Occhieppo Inferiore, A.N.P.I. – sezione Biella Centro Staffette Garibaldine, Art Space BIBOX, Donne Nuove e il Circolo Culturale Sardo «Su Nuraghe» di Biella.

La presenza del Circolo sardo rinnova il legame fra la comunità isolana e la città che l’ha accolta, riconoscendo nella letteratura di Deledda un patrimonio condiviso, capace di unire culture, generazioni e sensibilità diverse. La sua voce, nata fra i monti e le consuetudini della Barbagia, raggiunge così anche il Piemonte, dove la memoria delle origini continua a dialogare con la vita della terra di adozione.

Voci di Donne è un gruppo di donne di età diverse che ha scelto di incontrarsi per dare spazio e dignità ai pensieri, alle parole e alle storie. Un luogo in cui possono trovare ascolto la rabbia e il dolore, la gioia e la determinazione, il desiderio di lottare e la volontà di non arrendersi. Un impegno condiviso per la giustizia, per sé stesse e per tante altre donne, affinché nessuna voce venga lasciata sola e nessuna storia sia condannata al silenzio.

Celebrare Grazia Deledda significa anche questo: riconoscere la forza di una donna che, attraverso la scrittura, ha attraversato le barriere del proprio tempo, lasciando alle generazioni successive un’eredità di libertà e consapevolezza. Come le canne mosse dal vento, possiamo essere fragili, esposte alle intemperie della storia; ma, quando restiamo unite, le nostre voci sanno resistere, farsi coro e raggiungere lontano.

Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

C.S. Salvatorica Oppes, Su Nuraghe

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