Temperature che in pianura hanno raggiunto i 40 gradi, zero termico salito fino a quota 5.000 metri, lunghi periodi senza gelo anche oltre i 3.000 metri. Il cambiamento climatico sta modificando il Piemonte, dalle città alle Alpi, e insieme al territorio cambiano il modo di vivere e lavorare in montagna, le professioni, la gestione delle foreste, dell’acqua e della biodiversità.
A questi temi la Regione Piemonte dedica la giornata di domenica 27 settembre a Terra Madre, con una serie di appuntamenti per provare a rispondere a una domanda sempre più concreta: come si vivrà e si lavorerà sulle Alpi di domani.
Momento centrale alle 16 nello spazio della Regione Piemonte, con il confronto tra Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna, Foreste e Biodiversità, Angelo Robotto, direttore della Direzione della Giunta regionale, e Andrea Vuolo, fisico dell’atmosfera e meteorologo Rai. Un dialogo che partirà dai dati e dalle trasformazioni già in atto per arrivare alle risposte che territori e istituzioni sono chiamati a costruire: dalle politiche per la montagna alle nuove professionalità, dalla gestione delle foreste alla tutela della biodiversità.
«Il cambiamento climatico sulle nostre montagne è già visibile e misurabile – sottolinea l’assessore regionale Marco Gallo –. Il dato dei novanta giorni consecutivi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri sul Monviso ci dice con chiarezza quanto rapidamente stiano cambiando le condizioni delle nostre Alpi. Ma insieme alla montagna cambia anche il modo di viverla e di lavorarci. Servono nuove competenze, professionalità capaci di leggere queste trasformazioni e politiche pubbliche in grado di accompagnarle. La sfida è trasformare i segnali che abbiamo davanti in conoscenza e la conoscenza in capacità di adattamento. Terra Madre è il luogo giusto per mettere insieme questi temi, perché parlare del clima significa parlare del futuro delle comunità alpine».
Per Angelo Robotto, «la capacità di affrontare il cambiamento climatico passa innanzitutto dalla conoscenza dei fenomeni e dalla possibilità di mettere in relazione dati, competenze e politiche pubbliche. La complessità delle trasformazioni in corso richiede una lettura integrata del territorio e strumenti capaci di accompagnare le decisioni nel tempo».
Andrea Vuolo, sottolinea: «Le Alpi sono uno dei luoghi in cui gli effetti del riscaldamento globale risultano più evidenti. Estati sempre più calde, periodi prolungati senza gelo anche ad alta quota e uno zero termico che raggiunge quote eccezionali sono segnali di una trasformazione ormai in atto. Leggere questi dati significa capire non soltanto come sta cambiando il clima, ma anche quali conseguenze avrà sulla vita e sulle attività delle comunità alpine».
La giornata si aprirà già alle 11 con ProAlp, progetto dedicato alle trasformazioni delle Alpi e alla capacità delle professioni di montagna di rispondere ai cambiamenti ambientali, sociali ed economici. Un tema che completa il filo conduttore della giornata: se cambia la montagna, cambiano anche le competenze e i mestieri necessari per abitarla, tutelarla e costruirvi nuove opportunità di lavoro.
Nel pomeriggio, dalle 14 alle 17, spazio anche al laboratorio “L’asteroide siamo noi!”, un appuntamento pensato per raccontare in modo immediato il rapporto tra attività umane, clima e biodiversità e per coinvolgere direttamente il pubblico di Terra Madre.
Gli appuntamenti si inseriscono nel racconto che la Regione Piemonte porta a Terra Madre attraverso montagna, foreste, parchi regionali, Rete Natura 2000, biodiversità e alberi monumentali. Una giornata, dunque, per partire dai numeri e dai fenomeni osservati sul territorio e arrivare alle scelte degli anni a venire: capire come stanno cambiando le Alpi per costruire le politiche, le competenze e le professioni necessarie a continuare a viverle e a lavorarci.
























