(Adnkronos) - "Eseguendo un test genomico direttamente sulla biopsia si otterrebbero tutti i benefici di un trattamento chemioterapico preventivo, evitando probabilmente interventi molto più demolitivi. Oggi questo non è ancora consentito perché manca la rimborsabilità dell'esame". Così Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano, in occasione dell'incontro con la stampa 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici', promosso da Abbott oggi a Milano.
"La maggior parte dei tumori della mammella riguarda pazienti che non sottoponiamo mai a un trattamento chemioterapico pre-operatorio - sottolinea lo specialista - Ciò significa che per queste donne, in presenza di una neoplasia localmente avanzata o con coinvolgimento linfonodale, dobbiamo eseguire interventi chirurgici estesi, pur scoprendo in un secondo momento che la chemioterapia sarebbe stata indicata".
I test genomici rivestono dunque un ruolo importante nel percorso diagnostico. "In diversi Paesi europei questa procedura è già operativa - evidenzia Tinterri - In Italia condurremo uno studio per confermare la fattibilità e l'efficacia dell'utilizzo del test da biopsia, con la prospettiva di ottenere ottimi risultati", conclude.
























