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ATTUALITÀ | 07 novembre 2026, 11:33

Crisi abitativa in Piemonte, 125 sfratti a Biella: mobilitazione di Cgil e Sunia

Per denunciare l’insostenibile impatto dell'inflazione sulle famiglie e la carenza di politiche pubbliche sul diritto dell’abitare, Sunia Piemonte Nord Est e Cgil promuove un presidio di protesta davanti alla sede della Prefettura di Novara.

Crisi abitativa in Piemonte, 125 sfratti a Biella: mobilitazione di Cgil e Sunia

Crisi abitativa in Piemonte, 125 sfratti a Biella: mobilitazione di Cgil e Sunia

In Piemonte, come nel resto del Paese, il diritto alla casa è sempre più difficile da garantire. Nelle varie citta’ del territorio, così come nelle aree limitrofe, gli affitti insostenibili, la crisi abitativa, la riduzione dell’offerta accessibile, la diffusione degli affitti brevi, prezzi al consumo fuori controllo, rischiano di trasformarsi in una bomba sociale permanente. Tutto cio’ sta mettendo in ginocchio una parte sempre più ampia della popolazione: giovani, anziani, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati con redditi bassi, studentesse e studenti fuori sede, persone precarie, famiglie in difficoltà economica, disoccupate e disoccupati.

Per denunciare l’insostenibile impatto dell'inflazione sulle famiglie e la carenza di politiche pubbliche sul diritto dell’abitare, Sunia Piemonte Nord Est e Cgil promuove un presidio di protesta davanti alla sede della Prefettura di Novara.

Il Piano Casa presentato dal Governo non risponde all’urgenza della crisi. Le misure annunciate appaiono insufficienti, spostate troppo avanti nel tempo e incapaci di intervenire sulle cause strutturali dell’emergenza abitativa. Parlare di 100 mila alloggi e 10 miliardi in 10 anni significa non vedere che la crisi è già qui, oggi, e che servono interventi immediati. A preoccupare è anche l’impostazione che sembra favorire la valorizzazione e la vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, invece di rafforzarne la funzione sociale. Fare cassa con le case popolari sarebbe una scelta profondamente sbagliata: il patrimonio pubblico va recuperato, riqualificato, manutenuto e destinato a chi ha bisogno di una casa a canone sostenibile.

I dati comunicati dal Ministero descrivono una situazione del territorio alquanto allarmante con Novara che si attesta la terza provincia del Piemonte con 325 provvedimenti di sfratto emessi anche se sul fronte delle esecuzioni effettive si è registrato una forte flessione rispetto all’anno precedente, specialmente sui provvedimenti diretti alla finita locazione. 

A Biella seppur con il dato migliore del territorio, registra comunque con circa 125 provvedimenti di sfratto. Diversa la situazione nei territori di Vercelli e Verbania , entrambi in controtendenza rispetto al territorio regionale. 

Nel Verbano-Cusio-Ossola si e’ assistito ad un incremento del 9,47% dei provvedimenti emessi con una crescita delle esecuzioni accompagnate da forza pubblica. Una dinamica simile anche nel Vercellese con un trend a rialzo del 8,41% con oltre 132 provvedimenti di sfratto. 

«La casa non può essere lasciata alle sole logiche del mercato e della rendita» sottolinea la segretaria di Sunia Piemonte Nord est che prosegue :«Di fronte all’aumento degli affitti, agli sfratti, alla crescita del disagio abitativo e alle lunghe liste d’attesa per una casa popolare, servono risorse pubbliche certe, un piano straordinario per il recupero degli alloggi sfitti, il blocco della vendita del patrimonio ERP, il rifinanziamento dei fondi per il sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, una riforma delle locazioni private e un confronto vero con i sindacati degli inquilini, delle lavoratrici e dei lavoratori e con tutte le parti sociali».

“Arrivare a fine mese è una corsa ad ostacoli” Le Segretarie confederali della CGIL Novara-VCO, CGIL Bielle e CGIL Vercelli e Valsesia evidenziano una “profonda ingiustizia sociale derivante dal carovita, che impone alle famiglie drammatici dilemmi decisionali tra beni primari e diritti costituzionali come l'abitazione, pagare il canone d’affitto o affrontare una spesa sanitaria. Un’emergenza sociale aggravata dalla crisi del mercato del lavoro, caratterizzato da precarietà occupazionale e blocco salariale, fenomeni che determinano una drastica perdita del potere d'acquisto e compromettono la stabilità economica dei nuclei familiari.” 

Dinanzi a questo scenario, il sindacato ha sollecitato l'intervento del Prefetto per l'apertura immediata di un tavolo di confronto permanente con le istituzioni territoriali, finalizzato a “sottrarre il diritto alla casa alle sole logiche di mercato e a garantire tutele adeguate.”

Per questi motivi, Cgil e Sunia Piemonte Nord Est invitano tutti i cittadini, i movimenti studenteschi, le associazioni degli inquilini e tutte le forze sociali dei territori ad unirsi alla mobilitazione per dire uniti: No al carovita, sì alla giustizia sociale!

Le segreterie Cgil Novara- Vco, Vercelli-Valsesia, Biella, s.zo.

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