A Miagliano le streghe possono aggiornare il curriculum. Per secoli essere indicate come tali poteva costare la vita; oggi quella stessa fama potrebbe portare numerosi visitatori. Alle masche si prospetta un impiego nella promozione turistica: resta da capire se, dopo tante accuse, abbiano voglia di lavorare anche per la reputazione altrui.
Il 18 ottobre, al Teatro Teresa Belloc di San Giorgio Canavese, Miagliano ha sottoscritto l’accordo della Rete dei Comuni delle Streghe del Nord Ovest. Cinque amministrazioni di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con Levone capofila, collaboreranno per recuperare le memorie delle persecuzioni e sviluppare attività culturali, itinerari turistici e percorsi educativi.
La rete progetta anche un portale e un marchio comune. Per farsi conoscere, le masche partirebbero avvantaggiate: alla loro notorietà hanno lavorato per secoli anche quelli che le volevano cancellare… ma non tutti sembrano d’accordo, oggi come allora.
Dalla Chiesa locale sono arrivate riserve sull’iniziativa: sarebbe preferibile valorizzare altre bellezze del territorio. Per le masche, il nuovo impiego non sembra sufficiente a superare le vecchie diffidenze: un tempo le si voleva fuori dal paese, oggi le si preferirebbe fuori dalle brochure.
Prima di accettare il nuovo incarico le streghe locali richiedono una clausola: niente fiamme libere. Torce, accendini, liquidi infiammabili non saranno ammessi... e se i visitatori non dovessero arrivare, niente caccia ai responsabili.























