Nell’ambito dello scambio di vedute del Consiglio Energia sul tema della sicurezza energetica, con uno sguardo all’inverno 2026/2027 e alle misure di lungo termine, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riconosciuto che “le attuali tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno evidenziato la necessità di un approccio più globale, in particolare per quanto riguarda il mercato del gas, orientato a un'ampia diversificazione delle rotte del GNL”.
"Ciò necessita - ha ribadito il ministro - di una risposta dell’UE coordinata che dovrebbe avvenire attraverso la stipula di contratti di fornitura a lungo termine con altri esportatori di energia e l'allentamento di alcuni vincoli previsti dall'attuale normativa dell'UE”.
“Dal punto di vista dell'Italia - secondo Pichetto Fratin - emergono tre lezioni fondamentali: la diversificazione rimane il principale strumento di sicurezza. L'Italia ha diversificato in misura sostanziale il proprio portafoglio di approvvigionamento di gas. La trasparenza del mercato e il coordinamento rafforzano la resilienza. Il monitoraggio costante dei mercati e dei flussi consente di reagire in modo più rapido ed efficace alle interruzioni. La flessibilità delle infrastrutture è fondamentale. I terminali GNL, le interconnessioni, gli impianti di stoccaggio del gas e le capacità di flusso inverso si sono dimostrati essenziali per la gestione dei rischi di approvvigionamento”.
Nella prospettiva di una perdurante crisi nello stretto di Hormuz, il ministro ha indicato alcune priorità d’azione per l’Unione Europea: coordinamento del monitoraggio; potenziamento degli sforzi collettivi di approvvigionamento e diversificazione; diffusione di rinnovabili ed efficienza energetica.
Ove dovessero essere necessarie misure di riduzione della domanda, il ministro ha sottolineato la necessità di sostenere “un approccio graduale, basato sulle dinamiche di mercato. In condizioni normali - per Pichetto Fratin - la riduzione volontaria della domanda dovrebbe rimanere l'opzione preferenziale”.
Guardando alla sicurezza energetica, l’Italia considera la resilienza ai rischi legati al clima un pilastro sempre più importante nell’ottica di medio e lungo periodo. In tale contesto il ministro ritiene che “l’UE debba concentrarsi su quattro priorità: rendere la pianificazione delle infrastrutture a prova di clima; potenziare le reti elettriche; promuovere la resilienza attraverso la diversificazione; sostenere gli investimenti in materia di adattamento”.
























