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ATTUALITÀ | 28 ottobre 2026, 15:20

Giovani e disordini: “I genitori devono fare i genitori e la scuola il suo dovere”

Tra i passaggi più significativi della lettera c'è il richiamo alla necessità di recuperare regole chiare nella vita scolastica quotidiana.

Giovani e disordini: “I genitori devono fare i genitori e la scuola il suo dovere”

Giovani e disordini: “I genitori devono fare i genitori e la scuola il suo dovere”

Dopo oltre 55 anni di volontariato a contatto con bambini e adolescenti, nelle scuole di ogni ordine e grado e anche in esperienze fuori dall'Italia, Elisa Incoronato Gobbi, mamma e Presidente dell'associazione "Insieme è di più", affida a NewsBiella.it una riflessione sull'emergenza educativa, sul ruolo delle famiglie e sull'autorevolezza degli insegnanti. Un intervento che prende spunto dai recenti episodi avvenuti in diverse città italiane, tra cui Milano, Bologna e Torino, e dalla preoccupazione per il rapporto tra giovani, regole e rispetto degli altri.

"Credo di poter esprimere il mio pensiero sul vero e preoccupante fenomeno educativo", scrive, richiamando l'attenzione su una questione che, a suo giudizio, riguarda l'intera società. "Oramai da troppi anni si trascura la parte educativa, sia in tante famiglie che soprattutto nelle scuole, luogo in cui i ragazzi e le ragazze trascorrono molte ore".

Secondo Incoronato Gobbi, l'attenzione si concentra sempre più sulle nozioni, sulla tecnologia e sulle attività extrascolastiche: "Ritengo che riempiamo fin da bambini la testa loro di nozioni, di tecnologia, trascurando l'insegnamento delle basi essenziali del vivere quotidiano, delle regole, del rispetto per poter vivere una convivenza civile, rispettosa del prossimo e di sé stessi".

Una parte importante della lettera è dedicata alla scuola e alla necessità di restituire agli insegnanti la possibilità di esercitare pienamente il proprio ruolo educativo. "Un docente deve anche fare attenzione al voto che dà perché c'è il genitore che va a chiedere la motivazione", osserva, esprimendo le proprie perplessità su un rapporto tra scuola e genitori che, a suo giudizio, rischia di indebolire l'autorevolezza degli insegnanti.

Tra i passaggi più significativi della lettera c'è il richiamo alla necessità di recuperare regole chiare nella vita scolastica quotidiana. Incoronato Gobbi ricorda un episodio legato a un progetto contro il bullismo, al termine del quale alcuni studenti avevano giudicato troppo severo il suo comportamento perché aveva chiesto loro di stare seduti in modo composto. La riflessione si estende poi anche all'abbigliamento a scuola e al rapporto tra docenti e famiglie, con la convinzione che la libertà di espressione debba accompagnarsi al rispetto delle regole dell'ambiente scolastico.

"La scuola è la scuola, deve avere delle regole, delle regole vanno rispettate, che piaccia o no", afferma, invitando i genitori a sostenere il lavoro degli insegnanti anziché contestare automaticamente richiami e provvedimenti.

Il messaggio conclusivo è rivolto tanto alle famiglie quanto alle istituzioni scolastiche. "I genitori devono fare i genitori e la scuola deve fare il suo dovere, dando loro dei docenti preparati, dei docenti autorevoli che non hanno timore di dare delle regole", scrive Incoronato Gobbi.

s.zo.

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